Sci alpino: Inner e gli altri, le speranze azzurre maschili per la nuova stagione

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Ripartiamo da due medaglie belle, importanti e pesanti: ripartiamo dall’Olimpiade da urlo di Christof Innerhofer, peraltro anche il miglior italiano nella classifica finale di Coppa del Mondo 2013-2014 (14° con 438 punti), per puntare ad una stagione positiva e ricca di soddisfazioni.

Inner non sarà a Sölden, domenica, e del resto un atleta con una schiena cristallina come la sua fa bene a preservarsi per le gare veloci: tra le porte larghe, saranno comunque nove gli azzurri al via, al netto di Manfred Moelgg ed Alex Zingerle che non inizieranno nemmeno il proprio inverno. Da una parte avremo Massimiliano Blardone e Davide Simoncelli, tutto meno che arrendevoli: le cose non sono girate bene con i nuovi raggi di curvatura, ma la tenacia dei due veterani e soprattutto la loro voglia di riscatto è fuori discussione. Dall’altra, Roberto Nani e Luca De Aliprandini: il trentino, è vero, accusa qualche piccolo problema proprio alla schiena, ma entrambi rappresentano comunque, alla luce di quanto fatto sino a marzo, le speranze più grandi del gigante tricolore. Nani con la sua sciata aggressiva, rischiosa e spesso efficace, che magari gli riporterà in dote qualche buon risultato anche in slalom; Finferlo, invece, come si deduce dal soprannome è leggermente più minuto di stazza ed estremamente tecnico. Nel mezzo, il debuttante Simon Maurberger (anche altri ragazzi della squadra C potrebbero essere coinvolti gara dopo gara), un Giovanni Borsotti desideroso di ritrovare le sensazioni pre-infortunio, un Florian Eisath sempre costante nel conquistare preziosi punti e due trait d’union con le discipline veloci, ovvero Matteo Marsaglia e Mattia Casse.

il romano, talvolta eccessivamente penalizzato nei settori di scorrevolezza, può mettere a frutto la tecnica che lo ha portato a vincere in supergigante anche tra le porte larghe; il bergamasco, talento polivalente frenato da vicende sfortunate, ha tutte le carte in regola per riprendere la strada della crescita e dei risultati via via crescenti. Nelle discipline veloci, comunque, potremmo probabilmente calare gli assi migliori: non solo questi due ragazzi e non solo il già citato Innerhofer, atleta al quale c’è ben poco d’aggiungere ad un curriculum che, oltre alle gioie olimpiche, lo ha visto conquistare tre medaglie mondiali e sei prove di Coppa del Mondo. C’è un Peter Fill che l’anno scorso si è espresso su dei livelli che gli mancavano da parecchi anni: sì, 32 primavere possono iniziare ad essere importanti, ma il carabiniere di Castelrotto vale il podio in libera come in superg. Werner Heel vive un po’ sulle montagne russe: eccellente il 2013, più difficoltoso il 2014, anche se comunque le sue prestazioni si sono mantenute sempre su un certo standard. Silvano Varettoni è invece un ragazzo che magari non ha nelle corde i risultati dei suoi compagni di squadra, ma è risalito passo dopo passo da quando era stato escluso dalla nazionale sino a collocarsi meritatamente, a suon di piazzamenti, tra i primi 25 al mondo in libera: vedremo se riuscirà a fare ancora un ulteriore passo in avanti. Con un Siegmar Klotz che deve invece dimenticarsi al più presto di quanto fatto nell’ultimo inverno, il suo compagno di stanza Dominik Paris ha un valore inestimabile, il valore di chi, nella stessa annata, riesce a vincere la libera di Kitz e una medaglia ai Mondiali: il problema rimediato in Val Gardena gli ha impedito di essere competitivo proprio nella fase clou della stagione olimpica, ma quest’anno il forestale della Val d’Ultimo potrà riprendere ad entusiasmarci a suon di podi.

Infine, in slalom non si potrà dipendere esclusivamente da Patrick Thaler, straordinario veterano ormai trentaseienne che pure arriva da un inverno colossale, di gran lunga il migliore della carriera: in slalom c’è da sostenere uno Stefano Gross che non vale il dodicesimo posto nella classifica finale, ma almeno una top five, almeno una buona dose di podi, perché questo ha già dimostrato in passato. Come in passato hanno dimostrate tante cose straordinarie Cristian Deville e Giuliano Razzoli, reduci invece da un calo verticale rispetto alle migliori performance: il talento non si perde via, soprattutto il talento di chi vince un’Olimpiade, e dunque se non ci saranno intoppi fisici questi ragazzi saranno chiamati a risalire, a migliorare, a tornare dove possono e devono stare. Ci sono poi Riccardo Tonetti e Giordano Ronci: il primo ha accumulato ormai una certa esperienza in Coppa del Mondo e deve concretizzare questi preziosi anni di apprendistato; il secondo deve anzitutto trovare un numero di partenza più accettabile e poi potrà mettere in mostra quelle qualità che in Coppa Europa gli hanno consentito, ad esempio, di stare davanti ad Henrik Kristoffersen. Infine, una scommessa assoluta tra i rapid gates? Noi diciamo Fabian Bacher. Ventunenne, inserito a sorpresa in squadra nazionale B nonostante venga da un anno di stop (e non è il primo) e non abbia mai gareggiato in Coppa del Mondo, è un ragazzo dalle potenzialità davvero interessanti. Certo deve essere lasciato tranquillo dalla sfortuna e deve ricominciare dalla Coppa Europa, ma se nel circuito continentale dimostrerà il suo valore allora potrebbero presto spalancarsi le porte della Coppa del Mondo.

foto: credit FISI

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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