Rugby: Champions e Challenge Cup, si apre il sipario! Treviso, Zebre e Rovigo per l’onore italiano

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Si apre una nuova pagina nella storia del rugby europeo. Nel weekend, la Champions Cup e la nuova Challenge Cup faranno il loro debutto dopo la rivoluzione portata avanti durante la scorsa stagione, con cui è stato creato il nuovo organismo di controllo dei club del Vecchio Continente, l’European Professional Club Rugby. La ‘vecchia’ Heineken parteciperà ancora attivamente, ma soltanto come sponsor, nel nuovo universo dell’alto livello europeo.

La competizione principale, la Champions, ha previsto la riduzione dei team partecipanti dai 24 dell’Heineken ai 20 attuali, per un contesto maggiormente meritocratico e livellato sempre più verso l’alto. Anche per questo, il Pro12 non potrà avvalersi delle consuete undici squadre, bensì solo di sei ed un posto dovrà essere riservato ad ogni nazione celtica. Più spazio (anche giustamente, vista la qualità dei rispettivi campionati) a Top 14 e Premiership, soprattutto da un punto di vista economico. E, viste le ultime edizioni, non mancheranno di conquistarlo anche sul campo.

Pool 1

La Pool 3 è ovviamente indicato come il girone della morte, ma un terzetto del calibro di Clermont, Munster e Saracens non è da meno. Tanto più che i francesi e gli inglesi si sono incontrati in semifinale nello scorso aprile. Les Jaunards, tra l’altro, vorranno vendicare la pesantissima sconfitta subita in quel contesto, forti anche di una squadra piuttosto rivoluzionata (a partire dall’allenatore) ma capace di viaggiare a vele spiegate al momento in campionato. Stanno mantenendo un passo notevole anche i Sarries, secondi con cinque vittorie in sei partite, mentre la Red Army potrebbe pagare qualcosa rispetto ai due top club. L’orgoglio degli irlandesi, in ogni caso, non può essere sottovalutato. Più defilati i Sale Sharks di Luke McLean e Alberto De Marchi, che difficilmente avranno voce in capitolo.

Pool 2

Uno dei gironi più equilibrati, soprattutto perché nessuna delle quattro ha brillato finora. A partire da Leinster, decisamente sottotono ma potenzialmente i più attrezzati, passando per gli Harlequins e i Wasps di Festuccia, Masi e Cittadini, a metà classifica in Premiership con un rendimento a dir poco altalenante, fino ad arrivare a Castres, i vice-campioni di Francia in carica ma arenati sul fondo del Top 14 dopo un avvio da sei sconfitte in nove gare. Azzardando un pronostico, la peggior seconda – quindi niente possibilità di quarti di finale – potrebbe uscire da questo raggruppamento, se tutte dovessero dare continuità al deficitario inizio di stagione.

Pool 3

Il girone più atteso per qualità e nobiltà. Gli ingredienti per un’appassionante corsa verso la qualificazione ci sono tutti, ma probabilmente soltanto per giocarsi il secondo posto. Perché per la vetta i grandi favoriti sono, come di consueto, i fuoriclasse di Tolone. L’assemblaggio dei vari pezzi da 90 è ormai sfociato in un vero e proprio concetto di squadra, una macchina di livello stellare difficile da fermare nei momenti che contano. D’altronde, non sono i bi-campioni in carica per caso. L’arduo compito di fermarli spetterà al Leicester Tigers degli italiani Ghiraldini, Rizzo, Barbieri, Pasquali e Brugnara, in grande difficoltà in Premiership ma capace di esaltarsi in Europa, e ad un Ulster altrettanto in fase di transizione, anche se costantemente al vertice della lega celtica. Ma lo spettacolo sarà garantito anche dagli Scarlets, squadra magari poco continua ma in grado di mettere in difficoltà chiunque con il proprio spumeggiante gioco.

Pool 4

L’incertezza regna sovrana. Tre club in crescita esponenziale, uno in fase calante e aggrappato alla propria storica tradizione europea. Per i Glasgow Warriors potrebbe essere la grande occasione di concretizzare anche fuori dai confini celtici l’eccezionale lavoro svolto da Townsend negli ultimi anni; a Bath possono tornare in alto dopo aver sfiorato la vittoria nella Challenge Cup 2014, mentre Montpellier cerca la definitiva consacrazione. E poi c’è lo Stade. Una nobile, negli ultimi due anni, decaduta, che Guy Noves sta cercando di risollevare ma senza ottenere grossi risultati, in patria come in Europa. Ma in un gruppo davvero equilibrato, Tolosa può senz’altro giocarsi le proprie chance grazie alla propria esperienza e al talento di suoi tanti interpreti, a cui probabilmente manca solo un po’ di sicurezza.

Pool 5

Al Benetton Treviso il sorteggio è andato relativamente meglio rispetto ad altri anni, ma per i veneti sarebbe stato un Everest da scalare in ogni caso. Gli uomini di Casellato avranno a che fare con le attuali capolista del Pro12 e della Premiership, ovvero gli Ospreys e Northampton Saints. Questi ultimi, in particolare, sembrano davvero pronti per fare il grande salto e arrivare fino in fondo anche in territorio europeo, dopo la vittoria della Challenge Cup dello scorso anno. La franchigia gallese, invece, sarà chiamata a confermare il primo mese e mezzo di grande qualità offerto in territorio celtico, ma dovrà giocarsi il secondo posto con la grande incognita, un Racing Métro imbottito di grandi stelle ma ancora poco ben amalgamato, come dimostrano i continui stenti in campionato. Ma per il Benetton visto finora, malgrado i progressi, portare a casa qualche bonus difensivo sarebbe un risultato più che soddisfacente.

European Challenge Cup

La competizione cadetta vedrà due italiane in corsa, rispetto alle quattro delle scorse stagioni. E dall’Eccellenza ci sarà solamente Rovigo, caparbia nel conquistarsi il posto nello spareggio contro i Tbilisi Caucasians, battuti in Italia e anche in Georgia. I Bersaglieri avranno ben poche velleità di vittoria e cercheranno di farsi valere contro La Rochelle, Cardiff Blues e London Irish. Non arriveranno a giocarsi la qualificazione, ma possono puntare a qualche scalpo importante le Zebre di Andrea Cavinato, inserite nella Pool 5 con Gloucester, Oyonnax e Brive. Se la squadra inglese appare fuori portata, le due francesi (ultima e penultima al momento) potrebbero essere una preda favorevole ai parmensi, perlomeno al XXV Aprile.
Nella Pool 2, la grande favorita è 
Exeter, con La Rochelle, Bayonne e Connacht a rincorrere, con gli irlandesi in prima fila. Lo Stade Français di Sergio Parisse, invece, potrebbe farla da padrone nella Pool 3 al cospetto di avversari non irresistibili come i Newcastle Falcons di Joshua Furno, i Dragons e i Bucharest Wolves. E’ francese il club più attrezzato a vincere la Pool 4, ovvero Bordeaux, grande rivelazione di inizio anno. I Begles appaiono superiori a Lione, Edimburgo e soprattutto ai London Welsh.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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