Ginnastica, nuovo sistema di punteggio: cosa cambia? Bene o male? Dite la vostra…

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Ormai è diventata ufficiale la proposta di modificare il sistema di punteggio nella ginnastica artistica. La richiesta di Bruno Grandi, Presidente della Federazione Internazionale, che vi avevamo riportato ieri (clicca qui per saperne di più) è stata rilanciata anche dal magazine International Gymnast, un po’ la Bibbia internazionale della carta stampata sull’Universo della Polvere di Magnesio.

Dunque siamo arrivati all’ennesima svolta nella disciplina. Vedremo poi effettivamente se, quanto e quando questo nuovo regolamento passerà al vaglio delle persone preposte.

Nelle ultime ore sono stati tanti i pareri che abbiamo sentito riguardo a questo nuovo paventato meccanismo di valutazione. Come prima cosa vi chiediamo, se volete, di rispondere a questo quesito: “E’ giusto cambiare, ancora una volta, le regole? E se sì, quale sistema proponete?”. Potete inviare le vostre mail a stefano.villa@olimpiazzurra.com.

 

Intanto proviamo a vedere cosa eventualmente cambierebbe col nuovo sistema proposto dal Professor Grandi (che ammiriamo per la sua continua voglia di rivoluzione e di rinnovamento, in attesa di valutare anche il nuovo meccanismo di qualificazione alle Olimpiadi).

DIMEZZARE IL D SCORE:

– Certamente le atlete sarebbero più attente a come eseguono gli elementi: sia che siano essi semplici o meno, conterà in maniera esponenzialmente la perfezione del loro svolgimento.

– Le difficoltà avrebbero un peso molto minore. Chiaramente le ginnaste più forti avranno una nota di partenza molto simile tra loro, vedremo gap di massimo 1-2 decimi (tre se qualcosa è andato storto, valutando i dati degli ultimi Mondiali) dunque si giocherà sostanzialmente quasi tutto sull’E Score.

– Ha dunque senso tenere viva ancora la D se la sua importanza sarà così sminuita?

– Nessuna ginnasta lavorerà più sull’innalzamento delle difficoltà (cosa che ultimamente si stava facendo anche in Italia), ma solo sul perfezionamento.

– Condivido assolutamente che è bello vedere degli elementi ben eseguiti, ma è inutile negare che rimaniamo tutti a bocca aperta quando si esibiscono elementi al limite dell’umano, anche se magari con qualche sbavatura di troppo (non mi riferisco chiaramente ai Produnova di Mahmoud o compagnia, quelli sono gesti da bandire).

– Certo è che parliamo di ginnastica artistica. Se c’è quell’aggettivo ci dovrà pur essere un perché, assolutamente vero. Ma la parte acrobatica deve avere un peso importante, perché altrimenti davvero si farebbe un passo indietro. Lo sport si evolve, alza il livello, non deve mai rimanere stazionario (in altre discipline è così, poi fate vobis).

– Già il conteggio dei punti è complesso, se poi ci aggiungiamo ancora un nuovo passaggio…

 

RITORNO AL 10 PERFETTO?

– Se lo auspicano in molti. Non solo vecchi nostalgici, ma anche molti ginnasti e interpreti della nuova guardia.

– Aumenterebbe radicalmente la chiarezza nei confronti del pubblico “comune”. Vedere un tabellone con 9.7 e/o similari ti riporta a quando accade a scuola e rende molto più automatica la comprensione di una gara. I 13-14-15-16 attuali sono effettivamente anacronistici sotto questo punto di vista. Via gli 0.1, 0.2 etc. in basse le difficoltà, spettacolo più fruibile.

Le difficoltà devono però avere un peso specifico (e importante) nel quadro della valutazione complessiva e con questo sistema sarebbe molto, molto più difficile.

– Ripeto, però, una regola aurea del mondo dello sport: “non si deve mai fare un passo indietro”. Ecco, mi dispiacerebbe che la ginnastica (artistica) fosse la prima disciplina a cancellare un sistema per adottare quello vecchio rimasto in vigore per praticamente un secolo.

Non sto dicendo che sia sbagliato il sistema del 10 perfetto, anzi ne ho elencato i benefici (e non). Forse è sbagliato quello attuale? Chi lo sa, la verità non è in mano a nessuno.

 

DIMINUZIONE DELLE ESIGENZE E DEI MOVIMENTI RICHIESTI:

– Questa sarebbe una rivisitazione più del codice che non del sistema dei punteggi. Chiaramente se dagli otto elementi richiesti sulla trave (4+4) si passasse a sei, sicuramente le ginnaste potrebbero perfezionare ulteriormente la loro esecuzione visto che dovranno studiare meno evoluzione. E’ una proposta che sta circolando su alcune testate e che, da un certo punto di vista, potrebbe anche essere interessante e valutabile.

 

PICCOLA PROPOSTA:

– E se integrassimo i due sistemi? Il pre 2006 con il 10 perfetto e il posto 2006 della D+E. Mi spiego meglio.

– Il massimo punteggio sarebbe sempre di 10.0 ma: 5 punti valutati sulle difficoltà e 5 punti sull’esecuzione. Dunque se esibisco tutte le difficoltà più alte (come indicato da un codice apposito, ovviamente riscritto rispetto a quello attuale) otterrò 5.0 punti a cui andrò ad aggiungere una valutazione sul modo in cui le ho eseguite (ovviamente 5.0 rappresenta la perfezione).

– La sto buttando lì e si sta giocando solo un po’. Non è sempre necessario prendere tutto con estrema serietà e arrabbiarsi sempre (per nulla).

 

PIU’ CHIAREZZA:

– Vige l’eterno mistero su come e cosa valutino i giudici. Ma per trasparenza non sarebbe corretto che il pubblico conoscesse nel dettaglio la valutazione di ogni singolo esercizio e gli venisse spiegata? Perché comprendere quando si fa goal, canestro, meta è facile a tutti. Perché quando si corre in un minuto, si lanciano ottanta metri, si saltano due metri è evidente a tutti: ci sono righelli (si passa il termine) e cronometri. Ma perché si realizza 13.933 (sic, ma sic anche con 9.975) e non 13.966 non è di facile comprensione per molte persone comuni (anzi, molto spesso neanche per allenatori e ginnaste).

MOVIOLA:

– C’è, ma utilizzabile solo per la nota D (e ci risiamo). Per la nota E non si può chiamare in causa. Mi sembra alquanto assurdo, visto che spesso i dubbi più frequenti arrivano dall’esecuzione.

TUTELARE GLI ATLETI:

– Sempre e comunque. Lo sport è fatto dagli interpreti: ginnaste e ginnasti devono avere voce in capitolo, la loro professionalità deve essere al centro della disputa e tutto quello che ci sta intorno deve essere una logica conseguenza.

CONTINUI CAMBIAMENTI:

– Già ogni quattro anni si cambia il Codice dei Punteggi, se ogni otto si cambia pure il sistema dei punteggi… Giusto per parlare di chiarezza.

 

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