Golf, Open d’Italia amaro per Francesco Molinari: la Ryder Cup si allontana…

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Sul taccuino di Paul McGinley, durante il weekend, sarà rimasto ben poco spazio. E gli appunti presi dall’irlandese avranno evidentemente contribuito a sciogliere gli ultimi dubbi che frullavano nella testa del capitano della squadra europea alla prossima – ed imminente – Ryder Cup. Gli ultimi due giorni di attesa prima dell’annuncio delle tre wild card, infatti, potrebbero essere superflui: McGinley, probabilmente, ha già deciso e l’Open d’Italia, in linea teorica un torneo che avrebbe dovuto dare nuova linfa alle chance di Francesco Molinari, lo ha estromesso forse definitivamente dalla corsa.

A casa sua, Chicco si è sentito quasi un estraneo, eccezion fatta per il primo round. Dopodiché, il percorso su cui è cresciuto ha deciso di voltargli le spalle, costringendolo spesso e volentieri ad errori grossolani e a tattiche poco ortodosse per tentare mirabolanti recuperi. A questo, naturalmente, va aggiunta la consueta difficoltà nel controllare un putt con cui il torinese ha dimostrato una volta di più di non sentirsi a proprio agio. E’ palese, infatti, come sui green Molinari non riesca ad esprimersi con la stessa tranquillità di quando ha in mano un drive o un ferro. Il suo più grande limite, uscito allo scoperto anche a Torino e una delle cause principali della mancata presenza di Francesco nella corsa al titolo. Come lo scorso anno, infatti, il minore dei fratelli non è riuscito a mantenere le (alte) aspettative intorno a lui, calando irrimediabilmente nei momenti decisivi. Una controprestazione mai così inopportuna, dato che si trattava dell’ultimo torneo prima dell’annuncio delle tre wild card. E difficilmente, dopo due edizioni in cui è sempre stata presente una componente azzurra, tra i dodici europei di Gleneagles spiccherà anche una bandiera italiana.

Senza girarci troppo intorno, infatti, le porte per Molinari potrebbero essersi chiuse definitivamente. L’ufficialità delle squadre arriverà soltanto domani intorno all’ora di pranzo, ma i tre slot a discrezione del capitano parrebbero destinati ad altri. Uno sarà inevitabilmente appannaggio di Ian Poulter, colui che meglio di tutti incarna il Miracolo di Medinah di due anni fa e già quattro volte membro del team Europa. Un uomo da Ryder, insomma (non ha mai perso un singolo). Appare scontata, soprattutto dopo quanto fatto vedere nelle ultime due settimane, una chiamata per Stephen Gallacher, oltretutto ad un passo dalla qualificazione automatica. Lo scozzese non è mancato nei momenti topici della stagione, risultando maggiormente incisivo rispetto al nostro portacolori. Per l’ultimo posto, invece, sembrerebbe lotta aperta tra Joost Luiten, in costante crescita ed in grande spolvero a La Mandria, Luke Donald e, per l’appunto, Francesco Molinari, indietro nella griglia di partenza rispetto ai due sopraccitati. Anche i numeri, inoltre, ‘condannano’ l’italiano: Luiten gli è davanti nella graduatoria che tiene conto dei punti conquistati nel ranking mondiale e nella stessa Race to Dubai, mentre Donald è rimasto di poco fuori dai cinque qualificati attraverso il ranking. Il sogno di una Ryder Cup azzurra, questa volta, potrebbe rimanere tale.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: Federgolf

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