Atletica, Diamond League Eugene: crolla Rudisha, flop Pryce, incanta Gatlin, 10 mondiali stagionali!


A Eugene (Oregon, USA) si è disputato il classicissimo Prefontaine, terza tappa della Diamond League, il circuito itinerante dell’atletica leggera. Come da pronostico è stato grandissimo spettacolo di fronte ai 12000 spettatori che hanno riempito come d’abitudine lo stadio di uno dei meeting più amati della stagione.

Sono arrivate dieci migliori prestazioni mondiali stagionali, risultati davvero di spicco, alcune sorprese e tanto show da parte dei numerosissimi big presenti all’evento.

 

I riflettori erano tutti puntati sull’attesissimo rientro di David Rudisha, fuori dalle piste per infortunio da un anno. Il primatista mondiale degli 800 metri non è però ancora in forma: tiene bene il passo della lepre Som (che tira il gruppo fino ai 600m), entra in prima posizione sul rettilineo finale e proprio qui crolla letteralmente, gli mancano i piedi e taglia il traguardo in settimana posizione (1:44.87).

Il keniota viene superato da Nijel Amos che chiude in 1:43.63, record del meeting e miglior prestazione mondiale stagionale. Secondo l’etiope Mohammed Aman (1:43.99), terzo il sudanese Abubaker Kaki (1:44.09).

 

Si incendiano i 100 metri e i big mettono un po’ di pepe sulla specialità regina, stuzzicando il maestro Usain Bolt costretto sul divano di casa. Justin Gatlin stampa un eccellente 9.76, sfruttando la bella brezza che lo ha spinto alle spalle (+2.7 m/s). Sarebbe la miglior prestazione mondiale stagione (meglio del 9.87 che lo statunitense ha realizzato a Pechino dieci giorni fa) se il vento rientrasse dentro il limite consentito dal regolamento. Secondo posto per Michael Rodgers (9.80), terzo il francese Jimmy Vicaut (9.89) che sarebbe da record nazionale se fosse tutto regolare. Non brillano ancora i giamaicani: amaro quarto posto per Nesta Carter (9.89), quinto Nickel Ashmeade (9.95).

 

Da brividi il salto in alto in femminile, che ultimamente soffre il livello superlativo del settore maschile. Tre ragazze arrivano a giocarsi il successo oltre la fatidica barriera dei due metri. La spunta la bellissima Anna Chicherova: la campionessa olimpica supera 2.01 al primo tentativo (miglior prestazione mondiale stagionale), utile per avere la meglio sulla polacca Justyna Kasprzycka (1.99 alla seconda, personale) e l’eterna spagnola Ruth Beitia (1.99 alla terza).

La Chicherova avrebbe potuto provare ad attaccare il proprio record del meeting (2.02 nel 2012) ma ha deciso di non proseguire. Deludono le statunitensi Brigetta Barrett e Chaunte Lowe, entrambe fermatesi a 1.88.

 

Veramente stellari anche i 400 metri (non validi però per la Diamond League). Battaglia corpo a corpo tra i due grandi big Kirani James e LaShawn Merritt con un 100 finale da brividi per la battaglia messa in scena: chiudono entrambi in 43.97 (vince il grenadino per questione di millimetri). Come ci ricordano gli amici di Queen Atletica, sempre precisi dal punto di vista statistico, questa è la settima volta nella storia che due atleti chiudono il giro della morte sotto i 44” nella stessa gara, la prima volta in Diamond League (tre finali olimpiche, due mondiali, un trials americano) e in tutte le occasioni erano sempre stati due americani…

 

Renaud Lavillenie esce visibilmente amareggiato, nonostante la facilissima vittoria nel salto con l’asta: un semplice 5.80 basta e avanza al Campione olimpico per sbaragliare la concorrenza, che non lo ha per niente stimolato (secondo il brasiliano Augusto Dutra, terzo il ceco Jan Kudlicka entrambi con 5.63; controprestazioni dei tedeschi Mohr e Holzdeppe).

Il transalpino ha provato anche 5.90 ma, rimasto solo in gara, non è riuscito a trovare la concentrazione giusta per proseguire la propria gara verso le misure che contano.

 

Due sorpresone sui 200 metri. La prima è la debacle inedita di Shelly-Ann Fraser-Pryce: inspiegabilmente la campionessa del Mondo non entra mai in gara e chiude addirittura in ultima posizione (23.06). Il successo va con altrettanto stupore alla statunitense che non ti aspetti: Tori Bowie, in 22.18 miglior prestazione mondiale stagionale davanti alla nigeriana Blessing Okagbare (22.23, personale) e ad Allyson Felix (22.44).

 

Impressionante Will Claye che realizza un eccellente balzo a 17.66 nel salto triplo, record del meeting (quattro centimetri meglio di Taylor nel 2012) a soli dieci centimetri dalla miglior prestazione mondiale stagionale (il superlativo 17.76 di Pichardo).

Sconfitto Chris Taylor, favorito rispetto al connazionale visto il palmares, ma che si ferma al 17.42 ventoso ottenuto all’ultimo assalto. La brezza di +2.6 m/s gli consente di superare all’ultimo il russo Lyukman Adams (17.29).

Ritornava alle gare anche il nostro Daniele Greco dopo l’infortunio invernale che seguiva il crac patito durante il riscaldamento della qualificazione ai Mondiali di Mosca. Il pugliese piazza un 16.33 al secondo tentativo (aveva nel mirino 16.50) e conclude in nona (ultima) posizione: è il primo passo verso un recupero graduale.

 

Il pubblico attendeva trepidante Il Miglio, la classicissima Bowerman che chiude da tradizione il meeting. Sbanca letteralmente Ayanleh Souleiman: 3:47.32, un tempo che si porta dietro di tutto. Miglior prestazione mondiale stagionale, Record del meeting, Record della Diamond League, Record del Gibuti. Secondo il keniota Silas Kiplagat (3:47.88, personale), terzo l’etiope Aman Wote (3:48.60, record nazionale) mentre crolla letteralmente il favorito Asbel Kiprop (3:50.26, settimo).

 

I 5000 metri sono terreno del keniota Caleb Ndiku: 13:01.71 in progressione, miglior prestazione mondiale stagionale, davanti all’etiope Yenew Alamirew (13:02.91) e al keniota Edwin Soi (13:04.92).

Successo, con tanto di miglior prestazione mondiale stagionale, anche per il francese Pascal Martinot-Lagarde sui 110m ostacoli: 13.13 davanti al giamaicano Hansle Parchment (13.20) e allo statunitense David Oliver (13.21, stagionale). Correva anche il decatleta Ashton Eaton che ha eguagliato il proprio personale (13.35).

Netta affermazione della giamaicana Kaliese Spencer sui 400 metri ostacoli, corsi in 54.29 (miglior prestazione mondiale stagionale). Nettamente sconfitte le statunitensi Kori Carter (55.22) e Tiffany Williams (55.97). La nostra Yadisleidy Pedroso completa la propria fatica in 56.66, eguagliando il primato stagionale, ma è oltre due secondi sopra il proprio record nazionale siglato un anno fa a Shanghai.

Grande prestazione anche sui 3000 metri dove trionfa l’etiope Sofia Assefa con una bella condotta di gara chiusa in 9:11.39: miglior prestazione mondiale stagionale, record del meeting (reggeva il 9:13.69 della Chemos nel 2012). Seconda la connazionale Hiwot Ayalew (9:12.89), terza la statunitense Emma Coburn (9:17.84, personale).

Sui 1500 metri bell’affermazione della keniota Hellen Obiri: 3:57.05 con tanto di miglior prestazione mondiale stagionale e record del meeting, utile per sconfiggere la favorita Abeba Aregawi (3:57.05) e l’altra keniota Chepngenitch Kipyegon (3:58.01).

Sui 400 metri vince la giamaicana Novlene Williams-Mills (50.40) sulla statunitense Francena McCorory (50.53) e sull’altra giamaicana Ann Stephenie McPherson (50.63). Stagionale per Libania Grenot: 51.83, ultima.

Nel giavellotto vince il ceco Vitezslav Vesely (83.75) davanti al norvegese Andrea Thorkildsen (80.52) e al russo Dmitriy Tarabin (80.28). Era presente anche Walcott ma si ferma a 75.50.

 

Ora la Diamond League torna in Europa e dà l’appuntamento a giovedì 5 giugno per il nostro Golden Gala – Pietro Mennea: sarà l’Olimpico a illuminare i Campioni della pista.

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