<i>Top&#038;Flop</i> Serie A: Hellas e Torino sognano in grande, Allegri al capolinea

Di seguito i Top&Flop del 17esimo turno di Serie A.

TOP

Luca Toni e l’Hellas da record: 2013 splendido quello che va in archivio per i gialloblù di Andrea Mandorli, prima promossi in Serie A e poi sesti alla pausa natalizia con 29 punti. La salvezza è ad un passo – grazie ad un Bentegodi praticamente inespugnabile – e si può sognare anche a qualcosa di più. Merito di una squadra ben costruita dalla dirigenza, merito di un Luca Toni versione Mondiali 2006. Highlander.

Torino, striscia incredibile: quattro vittorie ed un pareggio nelle ultime cinque giornate, dal Catania al Chievo Verona 13 punti su 15 disponibili battendo Lazio in casa e Udinese in trasferta. Per i granata si tratta della migliore stagione da 19 anni a questa parte, con 25 punti a due giornate dal giro di boa. Alessio Cerci vuole i Mondiali, Ciro Immobile sembra essere tornato il bomber insaziabile di Pescara: Giampiero Ventura gongola, i tifosi anche.

Palacio, tacco sublime: ai più anziani avrà ricordato Bettega, alla generazione degli anni ’90 Hernan Crespo. Non cambia la sostanza però: tacco da urlo per decidere il derby di Milano a cinque minuti dal termine di una gara noiosa e illuminata solo dalla giocata di un fuoriclasse come l’argentino.

 

FLOP

Allegri ai titoli di coda: la situazione è invivibile, il tecnico rossonero è per forza di cose arrivato al termine della sua avventura al Milan. Tre anni e mezzo ricchi di soddisfazioni cancellati però da quattro mesi orribili. Malissimo ad agosto/settembre (nonostante la preparazione accelerata per i preliminari di Champions), un crollo ad ottobre e la mancata reazione a novembre/dicembre. Gli ottavi in Europa non bastano per salvare un campionato disastroso. “La classifica a Natale sarà diversa“, era la frase più volte ripetuta in conferenza stampa nei momenti di crisi. Ora il Milan è a più cinque sulla zona retrocessione, -27 dalla Juventus capolista e -12 dall’Inter. Il resto sono chiacchiere.

Catania quasi spacciato: la matematica tiene ovviamente ancora in vita gli etnei, ma tra le squadre della zona calda quella siciliana è la più disunita, che va a Roma senza una difesa organizzata e torna a casa con un netto poker (e ringraziando gli errori di Gervinho). La scossa del cambio Maran-De Canio non è arrivata, lo spettro della B incombe.

Lazio in crisi: biancocelesti in caduta libera, surclassati nel gioco e nel risultato sul campo di un brillante Hellas Verona e distanti chilometri dai cugini della Roma. Petkovic balla, Hernanes spinge per la cessione e Klose ormai non è più il goleador di una volta: quale futuro nell’ambiente romano?

 

Ora, come di consueto, i tre migliori giovani italiani di giornata.

Ciro Immobile (Torino): due gol al Chievo, otto dall’inizio della stagione e una candidatura sempre più importante per i Mondiali 2014. Se continua così…

Mattia Perin (Genoa): i rossoblù escono sconfitti da Bologna, ma per l’ennesima volta il portiere ex Pescara risulta uno dei migliori in campo con numerosi ottimi interventi. In costante crescita.

Mattia Destro (Roma): terzo gol, media di uno ogni partita da quando è rientrato. Seppur in maniera fortunosa (papera di Frison), lui c’è sempre: bomber di razza.

 

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Foto da: Valerio Pennicino/Getty Images

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