Firenze 2013: Fabian Cancellara, leone mai domo

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Un concentrato di potenza, forza ed esplosività racchiusi nel body della squadra svizzera. Oggi, per le strade Toscane, coloro che hanno assistito alla prova a cronometro valida per i Campionati Mondiali di ciclismo di Firenze 2013 hanno visto transitare tutti i migliori cronoman del mondo. Eppure, son pronto a scommetterci, la maggior parte ne aspettava uno in particolare.

Già nei giorni scorsi abbiamo parlato della fredda razionalità che deve regnare nelle prove a cronometro e che ha condotto Tony Martin e Bradley Wiggins alle medaglie d’oro e d’argento nella prova odierna, immersa nella cornice della città toscana, sicuramente tra le più belle d’Italia e del mondo. Eppure, dietro questi due, è arrivato Fabian Cancellara, come detto svizzero, ma con chiare origini italiane. Lucano, per l’esattezza, era il nonno.

Nonostante abbia vinto 4 Mondiali nella prova contro il tempo non può assolutamente essere definito uno specialista delle cronometro. Nel suo palmares anche tre Parigi-Roubaix, due Giri delle Fiandre, una Milano-Sanremo e un argento olimpico nella prova in linea (mentre a crono ha vinto un oro nel 2008). Esplosivo, brillante, coraggioso. Un leone. Nonostante abbia preparato specificamente la prova in linea, il corridore della Radioshack ha deciso di prendere il via anche nella prova a cronometro per cercare di arrivare al successo e, magari, di realizzare una storica doppietta.

La partenza è impressionante e al primo intermedio passa primo. Un uomo che vince contro due robot, un ragazzo perfettamente scomposto in sella che vince contro due biomeccanicamente, a loro volta, perfetti. La favola dura poco, purtroppo per lo svizzero, abile a gettare il cuore oltre l’ostacolo ma non altrettanto a reggere sui 57 chilometri della competizione odierna.

Eppure la sua prova, a 4 giorni dalla prova in linea, per lui più importante, non può che piacere. Sarebbe stato facile defilarsi e correre per il piazzamento, oppure non prendere il via al fine di risparmiare energie. Di prepotenza, invece, è partito all’attacco, passando con il miglior tempo al primo intertempo, probabilmente sapendo di non poter tenere lo stesso ritmo per tutta la gara, ma conscio del fatto che quel ritmo era necessario per puntare alla vittoria. Non si è arreso, ma ha cercato, ancora una volta, di cogliere un successo che avrebbe impreziosito una bacheca di per sè già ricchissima. Come è accaduto spesso, però, il cuore non gli è bastato per arrivare al successo.

gianluca.santo@olimpiazzurra.com

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