Ciclismo femminile: Italia, chi va a Firenze?

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Il fatto che tante atlete possano quantomeno nutrire la speranza di vestire la maglia azzurra è sintomo dell’ottimo momento di forma del nostro ciclismo femminile: vittorie e piazzamenti si susseguono a forte ritmo e il compito del ct Dino Salvoldi non si preannuncia facile.

Otto posti effettivi, sette soggetti a convocazione, perché uno è assegnato di diritto alla vicentina di Cogollo del Cengio Susanna Zorzi, campionessa d’Europa in forza alla Faren-Let’s Go Finland. C’è poi lo storico terzetto di veterane composto da Giorgia Bronzini, Tatiana Guderzo e Noemi Cantele: a nessuna delle tre dovrebbe sfuggire la convocazione. Le prime due vanno fortissimo sin da inizio stagione, la Bronzini in particolare sta vivendo la sua miglior annata a suon di successi anche su percorsi molto mossi (d’altronde, il mirino su Firenze lo ha puntato da tempo); la Guderzo è tornata alla vittoria domenica nella tappa conclusiva del Boels Ladies Tour ed è un elemento imprescindibile per la selezione azzurra, che rappresenterà presumibilmente anche a cronometro. Sulla Cantele invece c’era qualche dubbio nei mesi scorsi a causa di una serie di problemi fisici che l’avevano decisamente limitata dopo un avvio di stagione scoppiettante: le ultime prestazioni, con una serie di buoni piazzamenti, dovrebbero aver definitivamente eclissato i dubbi e la varesina della BePink potrà così coronare il sogno di chiudere la carriera indossando la maglia della nazionale, magari disputando anche la prova contro il tempo.

Ragionando per terzetti, ecco le tre giovani: Elisa Longo Borghini, Rossella Ratto e Valentina Scandolara. Bronzo mondiale in carica, l’ornavassese della Hitec è in decisa ripresa e ha ricominciato a gareggiare dopo l’incidente di cui è stata vittima al Tricolore; per quanto la condizione non sia probabilmente ancora al top, è difficile pensare che Salvoldi ne faccia a meno. Rossella Ratto, nonostante i vent’anni ancora da compiere, è una garanzia di regolarità su ogni tipo di percorso, inoltre l’anno scorso a Valkenburg fu fondamentale proprio nel lanciare l’azione dell’amica-e ora anche compagna di squadra-Elisa. Per quanto riguarda la Scandolara, la sua stagione parla per lei: due vittorie, quattro secondi e due terzi posti in gare di altissimo livello costituiscono un ottimo biglietto da visita per la giallofluo veronese, all’occorrenza in grado sia di aiutare le compagne di nazionale, sia di fare la propria corsa se gliene verrà data l’opportunità.

L’ottavo posto potrebbe andare a Francesca Cauz, vera sorpresa del Giro d’Italia e brillante negli ultimi giorni in Ardèche, perfetta per un tracciato selettivo come quello fiorentino. Da una selezione del genere resterebbero fuori, solo per citarne alcune, la campionessa nazionale Dalia Muccioli, piuttosto che una Marta Tagliaferro molto regolare in stagione e ancora in buona forma nelle ultime settimane; comunque, le prossime corse potrebbero riservare sorprese e rimescolare le carte. Per scegliere c’è ancora tempo e Salvoldi, per quanto abbia sicuramente già in testa il progetto, farà tutte le considerazioni del caso prima di ufficializzare le sue decisioni.

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foto tratta da bepink.eu

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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