Scherma, Mondiali Budapest 2013: il medagliere finale. Italia seconda

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La Russia si aggiudica il medagliere finale dei Mondiali di scherma di Budapest 2013. Scavalcata l’Italia, che chiude seconda dopo aver vinto l’edizione 2011. Per gli azzurri 5 medaglie su 6 provenienti dal fioretto.

NAZIONE

ORO

ARGENTO

BRONZO

TOTALE

1.

Russia

3

5

3

11

2.

Italia

3

0

3

6

3.

Ucraina

2

1

1

4

4.

Estonia

2

0

0

2

5.

Usa

1

1

1

3

6.

Ungheria

1

0

2

3

7.

Romania

0

1

2

3

7.

Francia

0

1

2

3

9.

Germania

0

1

1

2

10.

Cina

0

1

0

1

11.

Venezuela

0

1

0

1

12.

Corea del Sud

0

0

2

2

13.

Svizzera

0

0

1

1

 

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3 Replies to “Scherma, Mondiali Budapest 2013: il medagliere finale. Italia seconda”

  1. Luca46 ha detto:

    Se guardiamo il medagliere posso anche concordare con te ma se guardo alle prestazioni medie c’è da capire il perchè di una spedizione deficitaria. Generalmente la scherma non stecca due volte, speriamo sia così.

    1. Gabriele Dente ha detto:

      Ripeto, distinguerei il fioretto dalle altre armi. Il fioretto in pratica ha ripetuto quanto fatto a Londra: Vezzali ha perso ai quarti con Errigo che ha vinto l’oro e Di Francisca ha perso la semifinale di una stoccata dopo un’annata particolare. Erba, la quarta atleta, ha fatto un buon torneo uscendo ai quarti. A squadre la ragazze hanno dominato in maniera ancora più imbarazzante che a Londra. Nel fioretto maschile a squadre ancora oro dopo Londra; nell’individuale, a differenza di Londra, una medaglia l’abbiamo presa, e le eliminazioni di Cassarà e Avola ai quarti sono perlomeno discutibili dal punto di vista arbitrale.
      Nella sciabola femminile s’è vista una squadra complessivamente in crescita, e secondo me qualche altra giovane potrebbe farsi largo da qui a Rio (Martina Petraglia?). Manca ancora un po’ di costanza, coraggio e personalità in alcune circostanze. Al maschile la vera delusione è Occhiuzzi, che ha condizionato anche la prova a squadre, ma Berré promette moltissimo.
      Capitolo spada: le donne nell’individuale NON sono il top; realisticamente un quarto di finale è quanto sono in grado di fare, soprattutto Rossella Fiamingo, salvo difficili exploit. Nella gara a squadre per poco non battevano la Russia, che poi ha vinto l’oro. Devono riuscire a sconfiggere la “sindrome del braccio corto” o, come diceva Brera, la “psicologia razziale” che le vede soccombere nel momento decisivo all’avversario sulla carta più accreditato. Già è successo altre volte.
      Gli uomini sono la vera delusione del mondiale, se consideriamo che il migliore di loro è uscito agli ottavi (il promettente Garozzo, il più giovane). Forse è giunto il momento di puntare forte su qualche altro giovane, provare a farlo crescere, perché secondo me questa squadra a Rio non può vincere. Anzi, rischia pure di non qualificarsi. La scherma è sport particolare, fatto di alti e bassi (di Vezzali ce n’è una!), ma probabilmente Confalonieri non è più in grado di arrivare ai risultati di un tempo.

  2. Gabriele Dente ha detto:

    Per me il bilancio è buono, anche se sono necessari i distinguo tra le tre armi. Aspetto le conclusioni di Olimpiazzurra per commentare.

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