Giovine Italia: il due senza Di Costanzo-Castaldo

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Sette anni di differenza e una barca nata per caso pochi giorni dopo il Memorial d’Aloja. Matteo Castaldo (classe 1985), su consiglio del caposettore della punta Senior Andrea Coppola, decise di passare dal gruppo di coppia a quello di punta. L’unico atleta disponibile era Marco Di Costanzo (classe 1992) e da lì i due si sono allenati nel due senza, specialità che negli ultimi anni è stata fonte di grandi soddisfazioni con Carboncini e Mornati.

Si capì subito che i due napoletani andavano forte: la seconda Trio 2016, gli Europei di Siviglia, i Giochi del Mediterraneo e infine la tappa di Coppa del mondo a Lucerna, tempio del canottaggio. Qui i due canottieri azzurri si sono resi conto del loro potenziale. Tutti e tre i giorni sotto i 6 minuti e mezzo con la seconda piazza in finale alle spalle dei fuoriclasse neozelandesi Murray e Bond.

In Svizzera c’era anche il nonno di Matteo, Carlo Rolandi, presidente onorario FIV ed ex velista azzurro. “Mio nonno ha partecipato a cinque olimpiadi senza riuscire a vincere una medaglia. Il suo più grande rammarico è il bronzo perso a Roma, quando gareggiava in casa a Napoli”. Chissà che a Rio non possa riuscirci suo nipote.

francesco.drago@olimpiazzurra.com

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