Antonio Cincotta: “Che spettacolo il Campionato Americano!”

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OlimpiAzzurra ha intervistato Antonio Cincotta, Mister del Seattle Made in Italy, che recentemente ha ben figurato nel Campionato di seconda divisione americana conquistando lo scudetto della Northwest Conference e l’Evergreen Cup: trofei prestigiosi per una squadra nata da poco! Ecco le parole rilasciate al nostro sito.

Come ha ricevuto la chiamata per allenare in America? Qual’è stata la sua reazione?

“A Gennaio sono stato contattato dal presidente del club che mi ha proposto una collaborazione con l’intento di portare il calcio “made in Italy” negli Usa, e così allenatore e giocatrici hanno reso il Seattle un avamposto tricolore negli Stati Uniti”.

Ci racconti le emozioni provate nella gara di debutto..

“Nella gara di Debutto abbiamo affrontato gli Spokane, campioni in carica dello scorso anno. Abbiamo preparato la gara con attenzione ma l’ostacolo più grande è stato il fuso orario, che ancora molte atlete potevano non aver smaltito. Le ragazze però da subito misero il cuore oltre l’ostacolo, e dopo la rete di Rinaldi diventò tutto facile”.


Un Evergreen Cup e uno scudetto conquistato, raggiunti gli ottavi di finale delle fasi finali, che bilancio fa della sua esperienza negli USA?

“Abbiamo centrato una storica doppietta, Campionato e Coppa, alla prima esperienza, personalmente sono felice, tutta la squadra ha compiuto un impresa che resterà nella storia. Abbiamo vinto in casa del miglior calcio femminile del mondo”.

Nella sua squadra (il Seattle ndr) hanno militato numerose giovani calciatrici italiane: quale ragazza l’ha impressionata di più?

“Faccio fatica a fare un nome: Leoni è di un livello superiore, poi l’ intelligenza tattica di Schiavi, la forza fisica di Guagni, l’umiltà di Kensbock, la tenacia di Barreca ed il cinismo di Pinna, ma ogni ragazza si è distinta per le sue personali qualità, comprese le americane in rosa”.


Quali sono le differenze sostanziali tra il calcio femminile italiano e quello a stelle e strisce?

“E’ semplice: in America il calcio è donna, mentre in Italia, il calcio femminile è visto come uno sport più maschile”.


Gli impegni futuri di Mister Cincotta?

“Il mio prossimo impegno è quello di godermi qualche giorno di mare…staccando dal calcio: in 45 giorni abbiamo svolto 30 allenamenti e 15 partite!”.

Che tipo di allenatore è, a chi si ispira il suo modo di allenare?

“Non mi ispiro a nessuno in particolare, ma ritengo che le gare debbano essere gestite comandando il possesso, è importante però essere versatili, in America, ad esempio, abbiamo, in alcune gare, anche atteso i nostri avversari perchè era necessario far aprire le loro difese per attaccarli con imprevedibilità”.

Come mai, secondo lei, il calcio femminile italiano ha poco appeal rispetto agli altri Campionati europei?

“Semplice: In italia non c’è investimento mediatico”.

Se potesse, chi “ruberebbe” dalle altre Nazionali per farla diventare italiana?

“La numero 6 degli Storm, la squadra che ci ha battuto in semifinale. Nazionale Ghanese, una giocatrice di un intensità ed una qualità uniche nel suo genere. Ci ha fatto impazzire per 90 minuti…”.

michelepio.pompilio@olimpiazzurra.com

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