Lettera a cuore aperto sul rapporto scuola-sport

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Pubblichiamo una splendida lettera che ci è stata inviata sul rapporto scuola-sport. Non sono necessarie ulteriori parole di presentazione, buona lettura.

Ill.mi Lettori, chi Vi scrive è uno dei tanti tecnici alle prese con le problematiche scolastiche – sportive che trascinano quella parte di genitori che hanno la fortuna (o sfortuna) di avere un figlio studioso e appassionato di sport, nel nostro caso di uno sport cosiddetto “minore”.
Una breve premessa va sicuramente fatta per meglio evidenziare il problema.
Sono il maestro Gianni Maddaloni, presidente della società Star judo Club di Napoli nonché responsabile tecnico delle attività giovanili regionali e collaboratore della nazionale italiana di judo. Opero, con uno staff di tutto prestigio sulla zona di Scampia e sono attorniato da moltissimi ragazzi che grazie allo sport hanno creato un’alternativa alla loro giornata, un’alternativa alle carenze del loro quartiere, un futuro con lo sport.
Negli anni sono stati numerosissimi i giovani che grazie a questa società sono riusciti a dare una svolta nella loro vita e che grazie allo sport sono riusciti ad inserirsi, dopo prestigiose vittorie, nell’organigramma di gruppi sportivi militari.
Nel medagliere di questa società, grazie a grandi sacrifici, sono da segnalare medaglie di rilievo nazionale, internazionale, mondiale fino alla medaglia olimpica con l’oro di Sidney di mio figlio Pino Maddaloni.
Gli anni passano, e la sete di vittorie per questi ragazzini, visti anche i risultati ottenuti nel passato dai loro predecessori, cresce sempre di più e la voglia di restare nella storia con lo sport trascina molti baby campioni della mia struttura.
Può essere di esempio un mio allievo Biagio, un ragazzino di 14 anni che frequenta il primo anno di scuola superiore di secondo grado e precisamente l’istituto di AMMINISTRAZIONE, FINANZA e MARKETING “Siani” di Napoli.
Bravo, almeno questo dagli ottimi voti degli ultimi scrutini, riesce ad abbinare anche gli allenamenti della sua passione sportiva, il judo.
A soli 13 anni è Vice Campione d’Italia di categoria, nonché vincitore dei più prestigiosi tornei nazionali ed internazionali in Italia e all’estero, stingendo un medagliere, nonostante l’età, di tutto rispetto.
Orgoglioso di girare l’Europa portando la sua bandiera a spasso, la espone come sfondo a tutti i trofei della sua cameretta, e quindi è proprio a chi rappresenta scolasticamente e sportivamente i colori italiani che chiedo un aiuto.
Puntiglioso ed esemplare studente riesce con non poche difficoltà a dedicarsi, oltre agli orari scolastici, per altre due ore al giorno, ai compiti assegnatigli e a ripassare e prepararsi alle interrogazioni. Con la borsa sulle spalle è sempre preciso ai sei giorni di allenamento a settimana. “Maestro sono pronto”, queste le parole a chi lo allena da quando aveva solo 6 anni. Per lui sono il suo maestro, il suo amico migliore il suo secondo padre.
Come lui in Italia, a Napoli e nel mio caso a Scampia ce ne sono ragazzi come Biagio che decidono di andare avanti comunque e mettere sullo stesso piano e ottenendo gli stessi risultati lo studio e lo sport.
Vengo al dunque.
La maggior parte degli atleti di caratura internazionale di questa nobile arte, all’età di circa 15/16 anni, essendo sottoposti ai continui allenamenti dati i pressanti calendari di gara, non riescono a seguire i normali studi, quindi costretti a trascurare, con ripercussioni sui voti nelle materie o, in molti dei casi, a lasciare gli studi e riprenderli privatamente. A differenza di altri “ricchi” sport, i nostri ragazzi non hanno la possibilità di frequentare scuole e/o convitti disponibili ad aiutare chi un giorno potrà regalare, grazie ai sacrifici fatti in questa giovane età, un podio olimpico al nostro paese.
Che questa non sia considerata una richiesta di preferenza per questi ragazzi, che non sia considerata una forma di privilegio a questi giovani atleti, ma che sia solo un dato per iniziare un percorso scolastico – sportivo per chi crede nei valori sani dello sport applicati alla cultura dello studio, per chi vuole una giusta istruzione pubblica pur avendo la possibilità di coniare un sogno fatto di una vita di sacrifici.
Si provi ad immaginare istituti scolastici disposti ad aiutare i “nostri” giovani atleti inserendoli in una “lista sportiva” o un date-base da monitorare. Classi dedicate a chi viene impegnato settimanalmente in impegni sportivi con orari diversificati e/o scuole che vadano incontro alle esigenze sportive dell’atleta, con ore da recuperare con maggiore disponibilità da parte del corpo insegnante. Si parli però di giovani con effettive credenziali da riscontate con tutte le federazioni sportive. Un referente scolastico che sia l’insegnante di educazione fisica o altro designatore che in collaborazione con le società e/o associazioni sportive territoriali si interfaccino al fine di riscontrare l’effettivo andamento del ragazzo. Voti scolastici allenamenti e risultati agonistici questi i criteri di valutazione per il mantenimento alla lista dell’istituto o addirittura regionale.
Queste le possibili idee per questi ragazzi. Questo già realtà in altri stati europei tipo la Francia, che del judo ne hanno fatto lezione di vita con i suoi valori nelle scuole e durante le ore curriculari.
Non so se questa mia opinione, questa mia lettera, questo mio dato di fatto o questa mia pura provocazione avrà seguito, ma che sia considerato da tutti Voi l’inizio per un sano futuro per i nostri giovani fatto di sport e cultura.
Mi rimbomba nella mente una frase di un giovane atleta judoka, “non vedente” della mia palestra, una frase che Vi possa risuonare nella mente ogni qualvolta riuscirete a vedere un podio fatto di ragazzini; “il vincitore è colui che non ha mai smesso di sognare”, Biagio per adesso è un sognatore e avrà sicuramente un maestro, un padre che lo seguirà in tutte le sue imprese ovunque e comunque questo solo per fa si che questo sogno diventi realtà.

Per contatti, delucidazioni o consigli:
Allenatore Mimmo D’Angelo
email: mimmo.angelo@libero.it

Con Ossequio.

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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