Confederations Cup 2013: Italia commovente, Spagna battibile

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Il sogno dell’Italia di distruggere la maledizione spagnola si è infranto a Fortaleza, dopo una partita commovente, al settimo rigore, il secondo della serie ad oltranza, calciato alle stelle da Leonardo Bonucci. Iberici in finale di Confederations Cup contro il Brasile, azzurri eliminati e in campo domenica alle ore 18 per disputare la finalina 3°/4° posto contro l’Uruguay.

Ma l’Italia che esce dalla sfida contro i campioni d’Europa e del mondo in carica è un’ottima Nazionale. Una squadra capace di lottare, di trovare la forza nei momenti di difficoltà, di far valere il proprio (non)gioco – il classico difesa e contropiede – contro la compagine più forte del Pianeta, di rischiare più volte il vantaggio e di poter recriminare per una vittoria che sarebbe stata meritata. Un palo a testa, entrambi nei tempi supplementari, firmati Giaccherini e Xavi, e un possesso palla (quello della Roja) ridotto ad altissimi livelli di sterilità, con Buffon chiamato a poche parate importanti durante i centoventi minuti di gioco.

Poi la lotteria dei rigori, che arriva con i ventidue in campo stremati dalla fatica e dal caldo brasiliano, a sancire la qualificazione spagnola. Forse immeritata, di certo imponderabile. Candreva esalta 60 milioni di spettatori nel Bel Paese con un cucchiaio degno del miglior Totti, ma Bonucci – positivo in fase difensiva insieme a De Rossi e Chiellini – dipinge l’incubo peggiore. Del Bosque festeggia (pacatamente), Prandelli come sempre elogia i suoi e, sotto sotto, può sorridere. Sì, perché senza Balotelli e con un Pirlo non in ottima condizione, l’Italia ha dimostrato di poter battere la propria bestia nera. Con cuore, grinta e ordine tattico tra un anno, sempre in Brasile, la storia potrebbe ripetersi con un finale diverso. E ce lo meriteremmo.

 

francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

Foto da: EPA/OLIVER WEIKEN

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