Club scherma Jesi: dove nascono i campioni

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C’è un piccolo comune in Italia, nelle Marche, specializzato in fiorettisti e medaglie d’oro olimpiche. È Jesi, in provincia di Ancona, 40 mila abitanti e poco più, sul tetto d’Olimpia ininterrottamente dal 1984. Stefano Cerioni, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa di Francisca. I loro nomi scritti con inchiostro indelebile nell’albo d’oro dei Giochi e nel grande libro dello sport. La storia è già stata raccontata più volte, ma vale la pena di riportarla alla memoria.

È la storia di un maestro di scherma, Ezio Triccoli, che è partito da uno scantinato per arrivare, coi suoi allievi, sui podi più importanti del mondo, di un ex prigioniero in Sudafrica che ha preso un sogno e l’ha reso realtà. Il colpo di fluetto, quell’attacco particolare nel quale il braccio si alza e il polso si piega per flettere la lama e far ricadere la punta sulla schiena dell’avversario. Il marchio di fabbrica di Jesi, di Stefano Cerioni e di Giovanna Trillini, re e regina di Seoul ’88 e di Barcellona ’92. Poi l’arrivo di una cannibale, della ragazza tremenda che avrebbe monopolizzato un ventennio di scherma con la sua tenacia e la sua insaziabile fame di vittorie.

Valentina Vezzali, cresciuta con l’aiuto fondamentale di Doriana Pigliapoco (convocata alle Olimpiadi di Montreal nel ’76, in una squadra di fioretto femminile tutta made in Jesi), sa di dovere molto a Triccoli, che non ha fatto in tempo a vederla da argento olimpico ad Atlanta, essendo morto pochi mesi prima, nel maggio del 1996.
Ma il lavoro della palestra jesina non si è interrotto con Triccoli. A proseguirlo ci hanno pensato Giulio Tomassini e quelli atleti col tempo diventati maestri, o, addirittura, commissari tecnici della Nazionale. Elisa Di Francisca, recente campionessa olimpica a Londra, è l’ultimo prodotto doc targato Jesi. La pulizia del suo gesto tecnico rendono giustizia a una scuola di altissimo livello, uno dei poli schermistici più importanti d’Italia.

Una piccola città di periferia è diventata capitale del fioretto azzurro. La stessa Margherita Granbassi, campionessa mondiale a Torino 2006 e bronzo olimpico a Pechino 2008, ha fatto il suo definitivo salto di qualità sotto le cure di Giulio Tomassini, dopo aver iniziato a Udine con Andrea Magro. E la lista di fenomeni passati per Jesi è ancora lunga e potrebbe diventarlo sempre di più.

Claudia Pigliapoco, classe ’83, si è smarrita dopo anni di grandi successi a livello giovanile e delle buone prime stagioni tra gli assoluti. Ma i due bronzi europei conquistati nel 2004 e nel 2006, il doppio oro alle Universiadi del 2009, il terzo posto agli ultimi campionati italiani, testimoniano un talento che non può essere svanito nel nulla. E poi ci sono Michele Di Francisca (fratello più piccolo di Elisa) e Francesco Ingargiola, 21 e 16 anni, tutto il futuro dalla loro parte e qualche medaglia importante già messa in bacheca. Per arrivare ai livelli dei migliori c’è ancora tanta strada da fare, ma nelle mani di maestri come Stefano Cerioni, Giovanna Trillini e Doriana Pigliapoco niente è impossibile.

gabriele.lippi@news30.it

Twitter: GabrieleLippi1

Foto Binci

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