Swiss Cup, la coppia Ferlito-Ottavi chiude settima

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Si è disputata ieri a Zurigo la Swiss Cup, l’appuntamento elvetico più importante per la ginnastica artistica. Il comitato organizzatore ha invitato otto Nazioni (Germania e Svizzera hanno partecipato con due team a testa) e ognuna schierava una coppia di atleti composta da un uomo e da una donna che sommavano i rispettivi punteggi. Dopo due rotazioni preliminari, gli otto migliori binomi si qualificavano alla semifinale portandosi dietro il risultato precedente. A questo punto si esibivano in un solo esercizio a testa e le quattro migliori coppie accedevano alla finale secca che assegnava il titolo.

 

L’Italia si presentava con Carlotta Ferlito e Paolo Ottavi. La siciliana era reduce dall’ottimo secondo posto conquistato al Gander dove il marchigiano si è invece classificato ottavo. Per entrambi era l’ulteriore occasione di rodare il lavoro iniziato dopo le Olimpiadi (entrambi a Londra hanno avuto il merito di partecipare alla finale del concorso generale) prima di tornare a spron battuto in palestra per preparare i grandi appuntamenti del 2013.

La diciassettenne ha ovviamente scelto l’amata trave per iniziare la sua serata. Dopo una buona prova (ricordiamo che non presentava il suo programma migliore) sbagliava l’uscita cadendo a terra (clicca qui per vedere l’esercizio). Il 12.400 ottenuto ovviamente non è un risultato all’altezza della sua classe. Il ventiseienne, invece, si esibiva al volteggio e portava a casa un buon 14.750 (quattro giorni fa si era spinto a 15.000).

Carlotta andava poi al volteggio. Non inganni il basso 11.700 che i giudici le hanno regalato. Non è assolutamente frutto di un errore (l’evoluzione è stata corretta e ben eseguita), ma della semplice scelta di presentare un salto “facile” per il suo standard. Paolo saliva invece sui suoi amati anelli e portava a casa un ottimo 14.800 (è secondo solo al 14.900 del grande Nguyen).

Riescono così a strappare l’ottava piazza. In semifinale poi la buona sbarra dell’alfiere dell’aviere dell’Aeronautica militare (13.500) e il corpo libero della ragazza della Gal Lissone (13.350) permettevano agli azzurri di scalare una posizione (sulla Russia di Pakhomenko, 80.225) e di concludere la competizione al settimo posto con un complessivo 80.500. Migliorano così il decimo posto di Mattoni-Principi della passata stagione.

 

Davanti Germania #2 stava dominando con un super Marcel Nguyen e un’eccellente Kim Bui. L’88.450 con cui passavano in finale sembrava il viatico per portare a casa la Coppa. Ma si sa la finale secca partendo da zero può essere beffarda. Ecco così che Marcel sbaglia l’uscita alle parallele: lui che è argento olimpico all’attrezzo! Capita anche ai migliori… Si deve accontentare di 14.950. Tanto per capire: in eliminatoria era volato a 15.650.

Ne approfittano i connazionali Fabian Hambuchen (il suo 15.850 alla sbarra è da vero vicecampione olimpico di specialità e iridato del 2007) ed Elisabeth Seitz (che festeggia al meglio il suo diciannovesimo compleanno con un 14.350 alle parallele asimmetriche dove è stata finalista a Londra). La somma parla chiaro: 30.200 che consente loro di bissare il successo di due anni fa. Alle loro spalle i campioni uscenti: i padroni di casa Giulia Steingruber e Claudio Capelli non riescono a spingersi oltre a 29.650, ma si tolgono la soddisfazione di lasciarsi dietro proprio Nguyen e Bui (lei aveva vinto l’edizione del 2009) che si fermano a 29.550.

 

Giù dal podio la giovane Bielorussia di Marachkouskaya e Likhovitskiy (27.850 nel round decisivo). La Corea del Sud arriverà solo quinta (83.975) ma la classe dell’olimpionico Hak Seon Yang al volteggio è impressionante: un 16.475 di tutto rilievo; peccato per il brutto corpo libero (11.000) della sedicenne Ji Hye Sung.

La promessa Sam Oldham non può tenere in piedi da solo la baracca britannica. La compagna Niamh Rippin sbaglia di tutto al corpo libero (9.350) e concludono in ultima posizione (52.225).

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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