Slalom Levi: azzurri all’assalto degli “austrosvedesi”

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Lo slalom maschile, a differenza di quello femminile, non ha un padrone incontrastato che possa quindi definirsi il favorito numero uno per la gara di domenica in Finlandia, sul pendio della Levi Black: certo, è fuor di dubbio che Marcel Hirscher sia, tecnicamente, un atleta straordinario e già completo nonostante la giovane età, tuttavia l’anno scorso non è stato imbattibile tra i paletti stretti, tutt’altro. Infatti, la coppetta di specialità è andata allo svedese Andre Myhrer, sciatore ormai nel pieno della maturità agonistica e molto regolare nello sfornare prestazioni ad altissimo livello. Hirscher e Myhrer sono, in un certo senso, i capitani di due nazionali molto forti: tra gli austriaci, gli espertissimi Benni Raich, Mario Matt e Reinfried Herbst sono ancora capaci di grandi cose, con il tirolese e il salisburghese (che pure viene da un’annata difficoltosa) già vincenti qui in Finlandia. In casa scandinava si può contare anche su Jens Byggmark e Mattias Hargin, tanto talentuosi quanto irregolari. Completa il lotto dei favoriti-al netto degli italiani-Ivica Kostelic, che non ha entusiasmato nell’opening di CdM sul Rettenbach ma che in slalom, si sa, può fare il bello e il cattivo tempo.

Come si diceva in apertura, i rapid gates maschili possono vantare un ampio lotto di pretendenti dai quali non si può escludere Ted Ligety, che da qualche stagione a questa parte non riesce a sfoderare tutto il suo talento in questa specialità: eppure, ha talmente impressionato nel gigante di Sölden da non poter essere escluso da questo elenco. Non sarà invece della partita Jean-Baptiste Grange, vincitore di due delle quattro prove disputate sulla Levi Black, ancora alle prese con i postumi del suo infortunio.  Una possibile sorpresa potrebbe essere l’altro statunitense Nolan Kasper, talento ventitreenne finora espresso a sprazzi (un podio a Kranjska Gora nel marzo 2011 e un quarto posto a Beaver Creek a dicembre), ma che potrebbe essere trascinato in vetta dal brillante compagno di squadra.

E gli azzurri? Beh, la selezione italiana diretta da Jacques Theolier è davvero di altissimo livello: al pari di quella austriaca e svedese, si tratta della nazionale più forte in questa disciplina. Cristian Deville, Stefano Gross, Manfred Moelgg e Giuliano Razzoli vanno citati insieme perché tutti e quattro possono, potenzialmente, ambire ad un risultato prestigiosissimo. I due fassani sono stati, in un certo senso, le rivelazioni della passata stagione, dunque vengono chiamati ad importanti conferme sin da questa prima gara; Moelgg e Razzoli vengono da un’annata non proprio positiva, ma il finanziere di San Vigilio di Marebbe ha stupito tutti sul Rettenbach ritrovando il podio perduto e dimostrando uno stato di forma che potrebbe essere messo a frutto anche in slalom, da sempre la “sua” specialità. Il campione olimpico ha le doti atletiche necessarie per sfruttare al meglio le morbide pendenze di questo tracciato, dunque è legittimo aspettarsi una sua bella prestazione. Veterano del gruppo è il trentaquattrenne Patrick Thaler, reduce da una stagione regolare, probabilmente la migliore di sempre; il carabiniere di Sarentino vale tranquillamente una top ten, se non qualcosa di meglio. Ci sono poi due giovani a completare il plotone tricolore: si tratta di Roberto Nani e Riccardo Tonetti. Il livignasco ha fatto qualcosa di stupefacente nel gigante di Sölden, e in slalom, sulla carta, si trova persino meglio; oltretutto, sembra aver perfettamente smaltito la delusione per quel podio nella classifica di specialità continentale svanito all’ultima gara nella passata primavera. Tonetti, infine, è appena alla quarta gara di Coppa del Mondo, tuttavia ha già messo nel mirino i top trenta per iniziare la sua scalata alla vetta.

foto tratta da montagnaedintorni.it

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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