Sci alpino, è l’ora della trasferta nordamericana

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Lake Louise e Aspen sono due della località più note di tutto il Nord America per quanto riguarda lo sci alpino: da parecchi anni, sono ormai tappe imprescindibili della Coppa del Mondo e questo weekend, come al solito, vedremo gli uomini impegnati in una discesa libera e in un supergigante in Canada, mentre le donne disputeranno un gigante ed uno slalom in Colorado.

A Lake Louise si ha dunque il debutto degli uomini-jet: la pista situata nella località dell’Alberta ha, da sempre, la caratteristica di premiare particolarmente la scorrevolezza, a scapito della tecnica che, pur rivestendo un ruolo importante, non viene sollecitata così frequentemente come in altre situazioni. Un atleta sempre in grande spolvero sulle nevi canadesi è Aksel Lund Svindal: il norvegese, qui, ha vinto tre supergiganti, sfiorando il successo in una discesa, e ha assolutamente bisogno di fare molti punti per rispondere prontamente a Hirscher in una sfida per la sfera di cristallo definitivamente priva di Beat Feuz.  Klaus Kroell, vincitore dell’ultima coppetta di discesa, non è mai stato troppo entusiasta di queste prove, ma è ovviamente un nome da tenere in grande considerazione per il weekend, soprattutto a fronte dell’indisponibilità di Feuz e del ritiro di Cuche, due atleti che qui in Canada sarebbero stati senz’altro da podio.  Una possibile sorpresa, per quanto si tratti di un atleta ormai stabilmente ad alti livelli, potrebbe essere Adrien Theaux, sempre a suo agio da queste parti; attenzione, ovviamente, anche agli eredi dei Crazy Canucks, i leggendari discesisti canadesi degli anni ottanta, oggi ben rappresentati da Guay, Hudec, Thomsen e dai rientranti Kucera e Osborne-Paradise. L’Italia invece si presenta qui con Fill, Innerhofer e Heel che, al pieno delle rispettive potenzialità, potrebbero davvero far bene, nonostante siano sciatori più “tecnici” che scorrevoli: tuttavia, se volessimo azzardare altri nomi di possibili sorprese, non potremmo non citare Dominik Paris e Matteo Marsaglia, che sembrano in un ottimo momento di forma, con il primo che ha anche le doti fisiche necessarie per domare Lake Louise.

La Lower Ruthie’s Run di Aspen è invece una delle piste più spettacolari per le prove tecniche femminile: muri, cambi di ritmo e continue difficoltà-che potrebbero ulteriormente aumentare sulla base della fantasia dei tracciatori-ci regaleranno due gare davvero interessanti. In gigante, aspettiamoci una Federica Brignone a mille per riscattare le ultime delusioni: certo, scalzare dal primo gradino del podio la stratosferica Tina Maze-da tenere sott’occhio anche per lo slalom-ma la valdostana, Viktoria Rebensburg (vincitrice qui l’anno scorso), Tessa Worley e Anna Fenninger non renderanno la vita facile alla slovena, visto che il livello di competizione tra le porte larghe, di questi tempi, è davvero eccellente. Tra le azzurre, anche Denise Karbon e Irene Curtoni potrebbero dire la loro, con la valtellinese chiamata ad una grande performance persino tra i rapid gates, dove Chiara Costazza cercherà la riconferma. Manuela Moelgg, qui, colse il primo podio della carriera: le sue condizioni fisiche sono sempre però nascoste dietro un grande punto interrogativo. A cavallo tra porte larghe e rapid gates, la veterana Tanja Poutiainen tenterà di risentire le belle sensazioni di Levi, ma in slalom, naturalmente, bisognerà fare i conti con un Marlies Schild più agguerrita che mai ad agganciare finalmente Vreni Schneider nel numero di vittorie. Scommettiamo, infine, che Mikaela Shiffrin strabilierà ancora una volta?

foto tratta da sport.sky.it

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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