Vuelta: sprint regale di Bennati

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La quiete dopo la tempesta. 204 km da Aguilar de Campo a Valladolid, cuore della Castiglia, tutti sull’altopiano della Meseta central, ma senza un metro di vera salita. Il meritato riposo dopo un giorno che resterà nella storia del ciclismo, ricordando il compianto Wouter Weylandt che qui si impose nel 2008. Su un traguardo così simbolico, è il nostro Daniele Bennati a trionfare, con una volata davvero perfetta.

A scardinare il copione che prevede l’arrivo allo sprint ci provano in cinque: Gustavo Cesar, Luis Angel Mate, Martin Keizer, Gatis Smukulis e Brent Bookwalter. Sono buoni passisti, che finora hanno ottenuto poco o nulla da questa Vuelta, dunque danno fondo a tutte le loro energie per arrivare sino in fondo; ma la loro avventura termina ai -17, dopo 180 km di fuga, a causa delle feroci spinte delle squadre dei velocisti. Nel finale si viaggia a velocità folli, stroncando così sul nascere qualsivoglia tentativo di attacco: la volata è ben preparata dagli Sky, con Ben Swift ancora a caccia dello spunto vincente, ma proprio negli ultimi metri un colpo di reni di Bennati ricaccia indietro l’inglese, strozzandogli l’urlo in gola. Il trentaduenne aretino, in forza al Team RadioShack, coglie la prima vittoria di una turbolenta stagione, sfruttando alla perfezione sia il lavoro dei compagni di squadra, sia il rettilineo finale in lieve salita a lui davvero congeniale. Per il Pantera si tratta del cinquantesimo successo in carriera, proprio in quella Vuelta che lo aveva già visto vincere in cinque occasioni. Swift e Davis lo accompagnano sul podio; sesto un ottimo Davide Viganò, appena alle spalle di Degenkolb,  dodicesimo Elia Viviani.

Domani diciannovesima fatica, 178.4 km da Peñafiel a La Lastrilla, nei pressi di Segovia: sempre sulla Meseta, sempre sull’altopiano, senza salite vere ma con tanti strappi che, alla lunga, possono fare male.

foto tratta da cyclingnews.com

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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