Francy Deagostini in esclusiva: “Che amarezza non essere a Londra”

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Grazia, eleganza, forza e determinazione. Sono alcune delle qualità di Francesca Deagostini, grande talento della ginnastica artistica italiana. Nata il 5 agosto 1996, il leoncino milanese è da anni nel giro della Nazionale: bronzo a squadre con la juniores nel 2010, oro di squadra all’EYOF 2011 e un bronzo alla trave, il favoloso bronzo europeo con la Nazionale maggiore a maggio 2012. Durante questa occasione patisce un brutto infortunio. Per questo scricciolo un recupero lampo, la convocazione al collegiale di Brescia e il sogno di partecipare ai giochi olimpici. Poi, però, arriva un doloroso e imprevisto taglio dal quintetto azzurro che avrebbe disputato la rassegna a cinque cerchi

In esclusiva per Olimpiazzurra la testimonianza di Francesca Deagostini che non perde mai la sua solarità, la sua simpatia e la sua dolcezza.

 

Francy, cosa vuol dire rimanere fuori da un’Olimpiade?

Restare fuori dalle Olimpiadi è stata una grandissima delusione anche perché ero riuscita a recuperare bene da un brutto infortunio alla mano subito a maggio durante gli Europei di Bruxelles. Nonostante la frattura e un dolore incredibile ho fatto due buone travi, l’unico attrezzo che riuscivo a fare.

Il giorno in cui mi hanno annunciato l’esclusione è stato il più brutto della mia vita. Ci hanno riunite in casa Iveco (a Brescia durante il collegiale di selezione, ndr). L’attesa era snervante. Continuavo a ripetermi che il mio programma l’avevo recuperato bene, cercavo di convincermi che sarebbe stato tutto ok. Poi è entrato il Direttore Tecnico Federale (Fulvio Vailati, ndr) e ha annunciato i nomi delle partecipanti. Il mio nome non c’era. Sono sbiancata. In trenta secondi era crollato il mio mondo e le lacrime non smettevano di uscire. Sono andata in camera e Rodica (Demetrescu, la sua allenatrice, ndr) è venuta a consolarmi. Poi è arrivata anche Carlotta (Ferlito, ndr) che è anche una grande amica oltre a una compagna di battaglie, mi ha abbracciata ed è rimasta con me. In poche parole delusione, amarezza e anche tanta rabbia”.

Cosa pensi che avresti potuto dare alla Nazionale?

“Tutta la mia voglia di fare bene. Questo è poco ma sicuro”.

Ti eri già immaginata il villaggio olimpico e l’atmosfera?

Sì mi ero già immaginata tutto e da parecchio tempo. Da quando ho iniziato a capire che ero brava e potevo avere una chance”.

Sei riuscita a staccare un pochino in questo periodo? Durante le vacanze il pensiero andava a qualcosa in particolare?

Sono andata in vacanza un mese. Non facevo delle ferie da quasi dieci anni! Durante le prime settimane, però, il pensiero era sempre sulla mancata partenza per Londra e sui miei sogni infranti. Poi pian piano ho cominciato a stare meglio”.

Hai fatto mille sacrifici per arrivare qui, a cos’altro avresti rinunciato per essere a Londra?

Penso di aver già rinunciato a tanto per raggiungere il mio sogno. Non voglio più rinunciare a nulla”.

Hai un carattere molto timido e riservato. Sportivamente parlando, però, hai una grinta immensa. Come riesci a conciliare i due aspetti? È una Francy a due facce?

In realtà sono timida con le persone che non conosco. La mia esperienza è servita a pensare che fidarsi è bene ma non farlo è molto meglio… Ma non ho due facce. Sono allegra e giocherellona”.

La tua fragilità ti ha bloccata diverse volte: tre fratture alle mani, distacco delle cartilagini del bacino, strappo profondo al polpaccio. Ma ti sei sempre alzata. Com’è stato possibile? Cosa c’è a spingerti?

È stato tutto possibile perché avevo un grande sogno che ero fermamente determinata ad inseguire e a raggiungere”.

E ora il futuro cosa dice? Quali sono gli obiettivi?

Ci saranno gli Europei (nel 2013 a Kazan, Russia, ndr), i Giochi del Mediterraneo (l’anno venturo a Mersin, Turchia, ndr) e i Mondiali (nella prossima stagione ad Anversa, Belgio, ndr). Tappe importanti che vorrei agguantare”.

Rio 2016 è lontana ma in realtà è già iniziata. È un sogno o una rivincita?

Rio è una rivincita e spero davvero di riuscirci. Non amo rimanere su una delusione.

Attrezzo preferito la trave, dove sfrutti a pieno la flessione della tua schiena.

Sì esatto. In questo periodo di stop dalle gare (si riprenderà a febbraio con i primi appuntamenti del campionato italiano, ndr) lavorerò duro per inserire nuovi elementi.

Quest’anno una nuova stagione di Ginnaste-Vite Parallele. Com’è stato far parte di questo programma che ha un po’ rivoluzionato la visibilità di questo sport? Quanto ha inciso sulle tue abilità? E sulla tua personalità?

È stata una bella esperienza anche se è un po’ strano avere le telecamere che ti filmano tutto il giorno. È bello scoprire di avere tante fan e ragazze carine e dolcissime che ti fermano per strada per una foto. Le loro parole gentili sono una carica incredibile.

Ti allenerai ancora con la Costanza Massucchi? La giornata tra studio e impegni sportivi deve essere massacrante…

Ora mi sono spostata a Milano al Centro Tecnico Federale, ma mi son sempre allenata alla Costanza a Mortara (Pavia). Sarà un po’ meno faticoso ora conciliare scuola e allenamenti senza viaggi e scuole “tradizionali” che non aiutano molto uno sportivo”.

Nel panorama mondiale quali sono le tue ginnaste preferite? E in quello italiano? Com’è il rapporto con le tue “colleghe”?

La mia ginnasta preferita è Aliya Mustafina (la russa campionessa mondiale 2010 e reginetta di Londra con quattro medaglie al collo, ndr). Però quando ha preso il bronzo al corpo libero non ho potuto gioire: tifavo troppo per Vany (Vanessa Ferrari, ndr) perchè quella medaglia se la meritava veramente tanto, da grande campionessa qual è. Vado d’accordo un po’ con tutte la mie compagne. Ognuna è carina e ha molto da dare. Con Carlotta mi trovo bene e nei momenti difficili mi ha sempre sostenuta. Le voglio molto bene. Adoro l’ottimismo di Serena (Licchetta, ndr) e la dolcezza di Elisa (Meneghini, ndr).

Tu hai iniziato a praticare questo sport da piccolissima e quasi per caso (lo faceva tua sorella maggiore). Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi alla ginnastica?

Non ho molti consigli da dare. Quello più importante è di amare alla follia questo sport che ti chiede tutto. Spero che molte bimbe si appassionino anche seguendo il programma e scoprano quanto sia bella l’artistica”.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

(foto su gentile concessione di Filippo Tomasi)

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