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Manuel Cappai in esclusiva: “A Londra un buon sorteggio e poi chissà…”



Il pugilato ha sempre regalato grandi soddisfazioni e medaglie olimpiche all’Italia sportiva. Da Nino Benvenuti a Patrizio Oliva, da Giovanni Parisi a Vincenzo Cammarelle, grandi nomi che hanno reso la boxe italiana grande nel mondo. Anche a Londra la squadra azzurra parte con grandi obiettivi e molte speranze e tra queste c’è sicuramente Manuel Cappai, il più giovane della squadra, che gareggerà nella categoria dei -49 kg, imprevedibile e che potrebbe regale anche belle sorprese. Il pugile sardo si è raccontato in esclusiva ad Olimpiazzurra pochi giorni prima di raggiungere la capitale inglese e coronare il suo sogno.

 

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A soli 19 anni ti sei qualificato per la tua prima Olimpiade: te lo aspettavi?
“A dire la verità non me lo sarei mai aspettato, anche perché non avevo grande esperienza, ma arrivato al torneo di qualificazione ero sicuro delle mie potenzialità”.

La -49kg è sempre stata una categoria imprevedibile e tu hai dimostrato di avere talento: dove pensi di poter arrivare a Londra?
“Non faccio pronostici, ma come hai detto tu la categoria dei -49kg è assolutamente imprevedibile e quindi la speranza è di avere un buon sorteggio e poi chissà….”.

Quanto reputi sia importante per la tua crescita allenarti con campioni del calibro di Cammarelle, Valentino e Russo?                                                                           “Personalmente è stato importantissimo, ma ho imparato molto e sono cresciuto tanto grazie anche agli allenamenti fatti insieme a Picardi e Parinello”.

Qual è il tuo colpo migliore e quale invece devi ancora migliorare?
“Il mio colpo migliore è il montante sinistro, che porto molto spesso; mentre credo non esista un colpo più debole degli altri e che dovrei migliorare”.

Che tipo di allenamenti svolgi per migliorare la rapidità e la potenza?
” Per migliorare entrambe facciamo uno specifico lavoro di pesi in esplosività per due volte la settimana”.

Quali sono secondo te i favoriti nella tua categoria a Londra?
“Sicuramente il favorito numero uno è il cinese Zou Shiming, che nella categoria dei minimosca ha vinto davvero di tutto; subito dopo inserisco un altro asiatico, il coreano Shin Jong-Hoon, vice campione del mondo in carica”.

Quante medaglie pensi possa vincere l’Italia nel pugilato?
” Non lo so con precisione, ma credo che tutti gli azzurri in gara abbiano la possibilità di centrare una medaglia olimpica”.

La Lega Boxe e la Federazione stanno rilanciando anche il professionismo: diventare pro è un tuo obiettivo futuro?
“Al momento no. Il mondo dei pro mi ha sempre attirato, ma essendo un atleta delle Fiamme Oro dovrei lasciare la Polizia e quindi passare professionista a scatola chiusa. Il problema è che in Italia nessuno ti dà basi solide per diventare un pro”.

di Andrea Ziglio e Federico Militello

andrea.ziglio@olimpiazzurra.com

federico.militello@olimpiazzurra.com 

 

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