Ciclismo su pista, Coppa del mondo: ad Apeldoorn brilla Rachele Barbieri, velocità ancora senza risultati

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Nel fine settimana il velodromo di Apeldoorn, in Olanda, ha ospitato la seconda tappa stagionale della Coppa del mondo di ciclismo su pista. Presente anche la nazionale italiana, che pur priva di alcuni elementi tra i migliori a disposiizione, è riuscita a ottenere buoni risultati, confermando quanto di buono stiano facendo i giovani.

In particolare, Rachele Barbieri (19 anni) ha conquistato il terzo gradino del podio nell’Omnium femminile. Nonostante una caduta nell’eliminazione, dove ha raccolto solo un 17esimo posto, l’azzurra è riuscita a mantenersi nelle prime posizioni della classifica nello scratch e nella tempo race, andando poi a giocarsi le sue carte con un’ottima corsa punti, in cui ha preso il giro nella prima parte per poi issarsi sul podio grazie alle volate. La prestazione di Rachele, che come abbiamo detto è ancora molto giovane, è l’ennessima dimostrazione di un movimento che sta trovando un accenno di profondità nelle prove di endurance, dove settimana dopo settimana la nazionale italiana si sta togliendo discrete soddisfazioni. L’obiettivo, per tutti, è quello di Tokyo 2020,quando questi atleti saranno nel pieno della maturità fisica.

Anche la squadra maschile continua sull’onda delle buone prestazioni realizzate negli ultimi mesi. Il quartetto, ampiamente rimaneggiato a quello delle Olimpiadi di Rio 2016, non è riuscito a qualificarsi per le fasi finali, battuto dalla Russia al primo turno complice un ultimo chilometro molto deludente. Nelle qualificazioni, però, Consonni, Lamon, Buttazzoni e Plebani erano riusciti a far fermare il cronometro sul 4’04”, tempo soddisfacente per questa squadra.

Francesco Lamon e Simone Consonni, di fatto i capitani della spedizione maschile in Olanda, si sono distinti, a conferma di una buona polivalenza sui velodromi, anche nella Madison: pur senza conquistare giri, come tutte altre le coppie in gara, si sono classificati secondi cogliendo 28 punti nelle volate. Anche questo, è un ottimo punto di partenza per pensare in grande nel prossimo quadriennio.

Ancora una volta, e non è una sorpresa, sono totalmente mancati i risultati dal settore della velocità. Difficile risolvere il problema in tempi brevi e solamente grazie ai pochi atleti praticanti: come si è fatto per le prove di resistenza, il movimento va costruito a partire dai giovani, pur con tutte le difficoltà, le spese e il tempo necessario per riuscire. Indugiare oltre sulle prestazioni degli atleti, che di colpe non ne hanno, sembra eccessivo.

Twitter: @Santo_Gianluca

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gianluca.santo@oasport.it

Foto: Fabio Pizzuto

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