Sci alpino, Coppa del Mondo Soelden: le due facce dell’Italia in gigante, donne super e uomini sempre in crisi

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Si è aperta ufficialmente la nuova stagione della Coppa del Mondo di sci alpino con il consueto weekend di Soelden. Sulle nevi austriache l’Italia conferma la sua potenza al femminile e la crisi nel settore maschile.

Un esordio di Coppa del Mondo che ha visto sbocciare in maniera definitiva l’immenso talento di Marta Bassino, che, con il terzo posto finale, conquista il suo primo podio in carriera. La piemontese è stata bravissima, riuscendo a gestire al meglio la pressione e la tensione dopo il terzo posto della prima manche. Il modo in cui ha interpretato l’ostico e difficile piano finale è la fotografia dell’immenso talento che Marta possiede.

Ottima anche la gara di Sofia Goggia, quinta e al miglior risultato in carriera in gigante. La bergamasca ha rimontato cinque posizioni nella seconda manche, interpretando al meglio quella parte finale che è costata tanti centesimi a quasi tutte le atlete. Un quinto posto comunque che deve essere la base su cui costruire una stagione importante anche in gigante, senza dimenticare che sarà competitiva anche nella velocità.

Una polivalenza che accomuna la bergamasca anche a Bassino e Federica Brignone, quest’ultima nona a Soelden, completando comunque un ottimo risultato di squadra. Resta il rammarico per la milanese, che nella passata stagione aveva vinto sul Rettenbach, di una seconda manche deludente dopo il quarto posto della prima. Va comunque ricordato che in una giornata dove tante specialiste hanno deluso, Federica ha almeno centrato la top ten.

Squadra femminile di gigante che si conferma subito come la migliore dell’intero panorama mondiale, anche se dalla prossima gara l’obiettivo sará il gradino più alto del podio; mentre per i gigantisti azzurri un’altra brutta gara, che si va a sommare ad una stagione passata davvero deludente.

L’unica nota lieta è il decimo posto di Luca De Aliprandini, bravissimo a completare una bella rimonta nella seconda frazione. Troppo poco per ritenere anche solo parzialmente positiva la prova di squadra, con soli altri due atleti al traguardo, ma lontanissimi dalle posizioni che contano.

Florian Eisath è 21esimo, mentre Roberto Nani è solo 24esimo, lontanissimo dall’uscire da quella crisi di risultati che ormai prosegue dalla fine dell’anno scorso. Manfred Moelgg è caduto nella seconda manche, mentre l’esperimento Dominik Paris non ha portato grandi risultati, vista la mancata qualificazione del velocista azzurro per la seconda manche.

Italia che rischia di cadere nell’anonimato in una specialitá che ha visto all’opera alcuni dei migliori sciatori azzurri della storia e che ha regalato al Bel Paese grandi soddisfazioni. Il potenziale per risalire e reagire c’è, ma i tecnici dovranno lavorare soprattutto sulla testa degli azzurri, che faticano a trovare continuità e fiducia dopo questa ennesima gara deludente.

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Foto Trovati/Pentaphoto

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