Mountain Bike, Olimpiadi Rio 2016: Schurter per l’oro, attenzione a Sagan

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Peter Sagan - Foto: Pier Colombo


Ultimo giorno di gare alle Olimpiadi di Rio 2016. Prova maschile di mountain bike con il cross-country, una delle ultime medaglie a cinque cerchi da assegnare, così come è successo a Londra 2012. Percorso impegnativo, con una lunga salita che può fare la differenza.

Nino Schurter non può che essere considerato il favorito. L’elvetico è in caccia dell’oro olimpico per completare un palmares altrimenti perfetto dopo il bronzo di Pechino e l’argento di Londra. Il quattro volte iridato negli ultimi cinque anni ha dominato anche la stagione in corso, con un tre vittorie su quattro tappe di Coppa del Mondo che rappresentano un ottimo biglietto da visita.

Fari puntati anche sul francese Julien Absalon. All’età di 36 anni sembra avere l’ultima occasione per raggiungere l’ennesimo successo di una carriera da campionissimo. La delusione di Londra è ancora cocente, con il ritiro quando sembrava essere pronto a completare il tris dopo gli ori di Atene 2004 e Pechino 2008. La condizione è ottima, ma Schurter sembra essere un gradino sopra.

A contendersi le medaglie anche il francese Maxime Marotte, mai al di sotto del terzo posto in questa stagione in Coppa del Mondo (però con zero vittorie), e il campione in carica dei Giochi, il ceco Jaroslav Kulhavý.

Desta quantomeno curiosità la presenza dello slovacco Peter Sagan, campione del mondo su strada che ha rinunciato alla prova che ha visto vincere il belga Greg Van Avermaet per provare ad affermarsi nel fuoristrada. Partirà indietro, ma già nei primi metri potrebbe provare a portarsi nelle prime posizioni per giocarsi le proprie carte. Da Juniores ha vinto un Mondiale di Mtb nel 2008.

La maggiore speranza di salire per la nazionale italiana sul podio sarà riposta ancora una volta sulle spalle di Marco Aurelio Fontana, punta della squadra sia dal punto di vista dei risultati sia dal punto di vista della promozione e dell’immagine. In carriera ha spesso e volentieri dimostrato di saper cogliere i migliori risultati nelle situazioni più importanti, proprio come quattro anni fa a Londra. Quest’anno ha deciso di sacrificare l’attività invernale del ciclocross per focalizzare la preparazione solamente sulle Olimpiadi: fino ad ora non ha raccolto risultati di spessore ma sa di avere un’importante possibilità per salire nuovamente sul podio olimpico nonostante la concorrenza.

Andrea Tiberi e Luca Braidot, che completeranno la squadra maschile, non possono avere le stesse ambizioni di Fontana ma possono comunque puntare ad un piazzamento tra i migliori 15, o a ridosso dei primi 10, di grande caratura internazionale.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: @Santo_Gianluca

Foto: Pier Colombo

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