Canoa velocità, Olimpiadi Rio 2016: le stelle della manifestazione

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Sono tanti i nomi dei campioni al via delle prossime Olimpiadi di Rio 2016. Alcuni di questi con più di 30 anni e probabilmente all’ultima occasione olimpica, altri ancora nel pieno della maturità e con già un alloro olimpico in tasca. C’è poi un brasiliano con un rene solo che, spinto dal pubblico di casa, cercherà di realizzare una storica tripletta nella canadese.

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Mark De Jonge K1 200 metri 

Il canadese campione del mondo della specialità nel 2014 e nel 2015 cerca la consacrazione olimpica. Bronzo a Londra 2012 il 32enne laureato in ingegneria è il principale candidato a succedere al britannico Ed McKeever, incapace di centrare il pass a cinque cerchi. In una recente intervista ha dichiarato di non sentirsi affatto preoccupato per la qualità dell’acqua e il conseguente rischio di infezioni. “Nel mio caso non c’è il pericolo di schizzi d’acqua, sto cercando soltanto di mantenere la calma per dare il meglio di me. Se questo accadrà, spero possa tradursi in una vittoria”. 

Erik Vlček K4 1000 metri

Quarto a Sydney 2000, bronzo ad Atene 2004, argento a Pechino 2008 sempre nel K4 1000 metri. Il veterano Erik Vlček vuole chiudere il cerchio a Rio 2016. Insieme ai connazionali Denis Mysak, Juraj Tarr e Tibor Linka, il 35enne cresciuto nel Danubio ha l’occasione di portare il suo paese per la prima volta sul trono olimpico nella canoa velocità.

Danuta Kozak K1, K2 e K4 500 metri

La collezionista di medaglie. 21 podi europei, 14 mondiali e 3 olimpiche, bottino che potrebbe aumentare a Rio. Ha radici polacche ma è nata e cresciuta in Ungheria. Danuta Kozak, fuoriclasse magiara che del suo paese ama sopratutto gli Hortobangyi pancakes, delle crespelle ripiene di carne tritata con sugo cremoso ma agro, a 29 anni andrà a caccia del triplete nel K1, K2 e K4 500. A darle manforte l’altro totem magiaro Gabriella Szabó. 

Natasa Dusev-Janics K1 200 metri

L’altra leggenda dello sport magiaro che proverà a impensierire la leader degli ultimi anni Lisa Carrington. Serba che dal 2001 gareggia per l’Ungheria, è salita tre volte sul gradino più alto del podio olimpico, due volte sul secondo e una volta sul terzo. La figlia d’arte, suo padre è stato più volte iridato e argento a Los Angeles 1984 con la Jugoslavia, cercherà a 34 anni suonati l’ennesima impresa.

Lisa Carrington K1 200 e 500 metri

Ha sangue Maori e le carte in regola per concedere il bis nel K1 200 metri dopo Londra 2012. Nei piani della 27enne neozelandese c’è anche il K1 500 metri, specialità in cui si è laureata campionessa del mondo a Milano 2015. Questi successi hanno consentito all’oceanica di replicare i risultati ottenuti da Paul MacDonald, altra leggenda neozelandese protagonista negli anni ’80.

CANADESE

Sebanstian Brendel C1 1000 metri

Dominatore della specialità, la preda da raggiungere per il resto del mondo. Sebastian Brendel non ha nulla da dimostrare ma ha voglia di bissare l’oro vinto a Londra 2012. 1,92 metro di altezza e 92 kg, il teutonico a 28 anni vuole mettere la ciliegina sulla torta in un quadriennio che l’ha visto sconfitto soltanto ai Mondiali 2013. Qualora riuscisse nell’impresa Brendel diverrebbe il secondo canoista dopo il ceco Josef Holeček a vincere due ori nella specialità.

Isaquias Queiroz dos Santos C1 200, C1 e C2 1000 metri

Isaquias Queiroz dos Santos, o semplicemente Isaquias punta a prendersi tutto nelle tre gare della canadese. Fisico impressionante (1,75 m, 85 kg) il canoista che perse un rene a 10 anni cadendo da un albero ha mostrato negli anni talento e determinazione nel raggiungere gli obiettivi (sei medaglie, tre ori e tre bronzi negli ultimi tre Mondiali). Ad aiutare il talento verdeoro anche il programma modificato che consente, non a caso, di poter riposare tra una gara e l’altra.

Martin Marinov C2 1000 metri

Come Josefa Idem a Londra 2012. Per il 49enne bulgaro che gareggia per i colori australiani si tratta della quinta rassegna olimpica, l’ultima delle quali 12 anni fa ad Atene 2004. Bronzo a Seoul 1988 e Barcellona 1992, Mr Bulgaria ha deciso di rimettersi in gioco in coppia con Ferenc Szekszardi nel C2 1000 metri. “Se questi giovani ragazzi non riescono a battere un uomo di 50 anni, allora non sono abbastanza bravi per andare alle Olimpiadi” ha dichiarato Marinov, head coach del team australiano sia a Pechino che a Londra.

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francesco.drago@oasport.it

 

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