Beach Volley, Olimpiadi Rio 2016. Le stelle dei Giochi

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Quattro stelle luccicanti, cristalline, illumineranno il cielo di Copacabana dal 6 agosto nel torneo a Cinque Cerchi del beach volley. Andiamo a scoprire le vere stardi Rio 2016.

Nell’anno in cui i due olimpionici Emanuel Rego e Todd Rogers lasciano l’attività agonistica, i vincitori di Rio, almeno in campo maschile, sono pronti a raccoglierne lo scettro.

Tra i predestinati c’è sicuramente Alison Cerutti, ormai da un lustro stabilmente nell’elite del beach volley mondiale, dapprima proprio in coppia con Emanuel Rego, con cui ha conquistato il Mondiale di Roma 2011 e l’argento olimpico di Londra 2012, poi con Bruno Schmidt, con cui ha formato la coppia più solida del circuito, capace lo scorso anno di sbancare l’Olanda e portare a casa il titolo iridato proprio contro i padroni di casa Nummerdor/Varenhorst. Miglior interprete del muro nel Tour dello scorso anno, vincitore del premio come migliore coppia e, ovviamente vincitore del World Tour con sei tornei vinti, Mondiale compreso. Da un anno ha un solo obiettivo: vincere il Mondiale sulla sabbia di casa, cancellando la finale da incubo nella Horse Guard Parade contro Brink/Reckermann e quell’argento che, per quanto prestigioso, brucia ancora.

alison 23.,7.2016

Chi di ori olimpici se ne intende perché uno ce l’ha già nella bacheca di casa è Phil Dalhausser, altro “gigante” del beach volley mondiale. Con Todd Rogers ha formato per anni una delle coppie che hanno saputo scrivere pagine indelebili della storia della disciplina. Negli ultimi undici anni ha sempre vinto almeno un torneo del World Tour ma in alcune stagioni ha letteralmente dominato il circuito.

Arriva a Rio con il dente avvelenato perché l’ultima esperienza olimpica, dopo lo splendido oro di Pechino, è stata fallimentare con l’eliminazione agli ottavi per mano degli azzurri Lupo/Nicolai. Chiusa l’esperienza post olimpica non particolarmente esaltante con Rosenthal (nono posto ai Mondiali, qualche vittoria nei tornei del World Tour e un rapporto che si è andato deteriorando nel tempo), Dalhausser ha trovato in Lucena il suo partner ideale esattamente un anno fa, tornando a dominare a livello mondiale con cinque successi e sei podi nel World Tour in dodici mesi. Una sfilza infinita di titoli individuali nel circuito mondiale ne fa il giocatore più titolato in attività, forte anche delle sue 34 vittorie in tornei World Tour.

In campo femminile non ci si sposta dalle grandi scuole mondiali del beach. Le vere star, le giocatrici più attese sono loro: Larissa e Kerri Walsh.

Larissa prosegue la caccia all’oro olimpico che è una vera e propria ossessione per la giocatrice brasiliana, 34 anni, capace di salire sul podio a cinque cerchi solo a Londra con un bronzo in coppia con la compagna storica, Juliana, nonostante numeri stratosferici nel World Tour: 59 vittorie su 139 tornei disputati, una media di una vittoria ogni due tornei e mezzo, un titolo Mondiale a Roma 2011, due argenti e un bronzo iridati.

larissa 23.7.2016

Una storia travagliata quella post Londra per Larissa che prima ha dichiarato pubblicamente la sua omosessualità, fermandosi per una stagione e mezzo e poi è tornata più forte di prima, con la nuova compagna di avventure Talita per vivere il sogno di giocarsi l’oro a cinque cerchi sulla sabbia di casa a Copacabana.

C’è chi insegue il primo oro e chi il quarto, “l’Olympic Poker”: è Kerri Walsh, la più grande giocatrice di tutti i tempi: 38 anni, due figli, una carriera infinita, una media vittorie strepitosa di 54 su 114 tornei disputati nel World Tour (quasi una su due) e addirittura impressionante nell’AVP dove ha vinto 78 volte su 111 presenze. Walsh ha costruito le fortune di una carriera incredibile assieme alla compagna di sempre, Misty May che, dopo Londra, ha abbandonato l’attività. Con lei ha conquistato, oltre ai tre ori olimpici, anche tre ori iridati: nessuna coppia nella storia ha vinto quanto loro.

walsh 23.7.2016

L’ultima (?) sfida di Kerri Walsh ha qualcosa di affascinante: andare a vincere il suo quarto oro olimpico laddove il beach volley, il “suo” beach volley è nato. Sulla sabbia brasiliana, in coppia con April Ross che a Londra stava dall’altra parte della rete e, come tutte le avversarie, si è dovuta inchinare allo strapotere delle connazionali. La spalla sembra avere concesso una tregua a Walsh, quella spalla che le ha impedito di giocarsi un anno fa il titolo mondiale in Olanda, che l’ha costretta a centellinare le uscite in questa stagione ma non le ha impedito di vincere a Rio, Xiamen, Fuzhou, Cincinnati e Mosca nella stagione in corso: se non è una dichiarazione di intenti questa…

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