F1: il nuovo format di qualifiche confermato nel GP del Bahrain

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Regna sovrana la confusione nel mondo della F1 circa il nuovo format di qualifiche proposto nel corso del weekend di Melbourne (Australia) che aveva alimentato diversi malumori nel paddock. Reazioni negative che erano confluite in una riunione straordinaria dei Team Principals per esprimere un parere all’unanimità contrario alla riproposizione del nuovo sistema nel GP del Bahrain. A quasi una settimana di distanza, però, le condizioni sono mutate nuovamente e lo Strategy Group ha stabilito che il format, solo dopo l’appuntamento di Sakir, verrà ratificato da una Commissione costituita da 26 membri: rappresentanti della FIA, dei team ed i piloti.

Dopo che avremo dato un’altra buona occhiata alle nuove qualifiche, decideremo se hanno bisogno di modifiche o se dovranno essere cancellate – il commento del boss della F1 Bernie Ecclestone che all’Albert Park non era stato certo avaro di critiche sull’argomento – “Questa è stata un’idea in primo luogo della FIA – sottolinea Ecclestone – così ho detto loro che li sosterremo in ciò che ritengono giusto fare” (fonte autosport.com).

Come eventuale soluzione presa in considerazione, secondo alcune indiscrezione, ci sarebbe quella di una versione ibrida: Q1- Q2 in modalità “shoot-out”  e Q3 nella versione classica. Di sicuro, ci troviamo in un contesto poco chiaro, e di sicuro i primi ad essere poco sereni sono i piloti. L’iniziativa del sindacato diretto da Sebastian Vettel, Jenson Button ed Alexander Wurz, è emblematica in tal senso. I drivers, infatti, hanno manifestato un forte disagio attraverso una lettera aperta, lanciando un chiaro allarme per il futuro della Formula 1: “Il processo decisionale è obsoleto e mal strutturato, le recenti modifiche al regolamento mettono a repentaglio il futuro e serve una riforma della governance che rifletta i principi e i valori fondamentali della F1. Riteniamo che alcune recenti modifiche al regolamento siano dirompenti, che non affrontino i problemi più grandi del nostro sport e che in alcuni casi potrebbero mettere a repentaglio il successo futuro del nostro sport”. Il giocattolo rischia davvero di rompersi?

LETTERA APERTA DEL SINDACATO PILOTI

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