Vuelta a España 2015: la settima tappa Jódar-La Alpujarra, si comincia a fare sul serio

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Arrivano le montagne alla Vuelta a España, dopo una prima settimana relativamente tranquilla sul piano altimetrico: la settima frazione prevede infatti una serie di difficoltà in grado di impensierire i favoriti per la classifica finale, sebbene sia difficile preventivare distacchi eccessivi.

Si parte da Jódar, comune della parte montana dell’Andalusia: i primi 70 km, con l’ingresso nella provincia di Granada attraverso Guadahortuna, sono piuttosto mossi pur senza presentare salite “ufficiali”, che invece iniziano col Puerto de Blancares (terza categoria) ad un centinaio di chilometri dal traguardo. L’ingresso in Granada e la seconda parte della tappa, passando per Padul, Marchena e Las Barracas, si conferma nervoso pur senza ascese: tutto questo sino a 18 km dall’arrivo, quando inizia la salita finale di La Alpujarra. Qui si sale al 3-4% per i primi chilometri, con un unico picco all’8%, prima di quattromila metri praticamente piatti: gli otto chilometri conclusivi si rivelano però piuttosto impegnativi, quasi sempre tra 7 e 8% con uno strappo al 14% in prossimità dell’ultimo chilometro. Distacchi ce ne saranno, sì, ma nulla di definitivo. 

Il colombiano Esteban Chaves dovrà stringere i denti per difendere la propria Maglia Roja dagli attacchi dei pretendenti alla conquista di questa edizione della Vuelta: Alejandro Valverde ha dimostrato di essere in ottima forma, così come Joaquim Rodríguez, attesi al riscatto invece Nairo Quintana, Chris Froome e Fabio Aru, la carta azzurra più attesa per questa corsa, così come sarà da valutare la prestazione di Domenico Pozzovivo.

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