Nuoto, Mondiali Kazan 2015: l’Italia saluta con un oro storico! Paltrinieri vince senza Sun Yang

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Kazan 2015 si chiude con la ciliegina sulla torta per l’Italia. Gregorio Paltrinieri è campione del mondo nei 1500 stile libero, primo oro di sempre per un azzurro nella specialità e gara ricca di sorprese, colpi di scena e palpitazioni. Dopo l’argento negli 800 sl tutto era pronto per il duello tra l’emiliano e il cinese Sun Yang, iridato nel 2011 e nel 2013 e olimpionico a Londra. Ma le strategie di due anni d’attesa crollano in camera di chiamata: Sun non c’è. I motivi sono al momento ignoti (qui le prime voci, tra problemi cardiaci e liti in vasca di riscaldamento), Greg rischia di rimanere spiazzato.

La gara però deve cominciare lo stesso: ci prova subito il canadese Ryan Cochrane, alla fine bronzo, ma fin dai 400 metri è l’azzurro che prende la testa della finale. La sua ascesa – impensierita dal tentativo di rimonta dello statunitense Connor Jaeger – lo porta fin sul gradino più alto del podio in 14’39”67, nuovo record europeo migliorando il crono degli Europei di Berlino. L’americano si ferma a 14’41”20, argento, Gregorio Paltrinieri festeggia il coronamento di una carriera. E’ l’unico oro in vasca dell’Italia, che saluta Kazan con 14 medaglie.

Dai 50 rana femminili arriva la più grande sorpresa di questi Mondiali. Ruta Meilutyte, dominatrice di batterie e semifinali, è addirittura fuori dal podio con un clamoroso crollo fisico dopo metà vasca. Ne approfittano la giamaicana Alia Atkinson (seconda, 30”11) e la russa Yulia Efimova (bronzo, 30”13, un centesimo meglio della storica rivale lituana), ma soprattutto si prende la scena la svedese Jennie Johansson, classe 1991, che tocca in 30”05 dalla corsia sei e quasi non crede ai suoi occhi quando legge sul tabellone il suo nome davanti a quello di tutte le altre.

Camille Lacourt, dopo l’argento nei 100 dorso, vince l’oro nella “sua” specialità – i 50 – in 24”23 cancellando definitivamente tutte le difficoltà degli ultimi anni con in prima fila il tumore benigno all’anca da cui è guarito di recente. Matt Grevers (Usa) è argento in 24”61, Ben Treffers (Australia) bronzo in 24”69. Un altro aussie, Mitchell Larkin, si ferma a un centesimo dal podio dopo aver conquistato la doppietta 100-200. Il transalpino completa dunque il back-to-back dopo il titolo di Barcellona 2013 e lo stesso accade per il giapponese Daiya Seto, 4’08”50 nei 400 misti privi del connazionale Kosuke Hagino infortunato. L’ungherese David Verraszto (4’09”90) e l’americano Chase Kalisz (4’10”05) sono gli ultimi a cedere e salgono sul podio.

Doppietta anche per Bronte Campbell, la più piccola delle sorelle veloci australiane che spodesta la maggiore Cate (solo quarta) e vince anche i 50 stile libero in 24”12 con un’accelerazione prorompente. L’olandese Ranomi Kromowidjojo, oro due anni fa, si mette al collo un argento pesante per il morale (24”22), mentre Sarah Sjoestroem è bronzo in 24”31. Il bis arriva pure per Katinka Hosszu, 4’30”39 nei 400 misti, mentre le 4×100 miste vanno rispettivamente a Usa (3’29”93) e Cina (3’54”41).

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Lapresse/ricevuta da ufficio stampa Arena Italia

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