Vincenzo Nibali, l’eroe di un ciclismo antico

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Fantasia, cuore ed un pizzico di sana follia. Gli ingredienti del ciclismo, quello vero. Un ciclismo antico, che il solo Vincenzo Nibali, tra gli uomini di classifica, riesce ad esaltare nella sua virtù più pura. Il tatticismo esasperato, l’apatia e gli scatti telefonati dei giorni scorsi hanno lasciato spazio all’impresa leggendaria di un campione immenso, capace di accendere gli animi del popolo come solo pochissimi eletti in passato.

Oggi lo Squalo ha dato a tutti una lezione di ciclismo. L’ha data a Chris Froome, sempre a ruota e passivo dopo l’assolo sui Pirenei; a Nairo Quintana, remissivo ed autolesionista, pavido nell’attaccare la maglia gialla non più brillante come nella seconda settimana; ad Alejandro Valverde ed Alberto Contador, attenti più a conservare il piazzamento che a scalare posizioni. Il 30enne di Messina ha avuto quel coraggio che è mancato agli avversari. Nella vita vince chi non ha paura di osare. Chi dà tutto se stesso senza rimpianti. Chi sa inseguire un sogno.

L’azzurro non ha esitato, scattando sul mitico Croix de Fer a 55 km dall’arrivo. Si è alzato sui pedali deciso e sicuro: sulla sfondo l’infinito, il bagliore della gloria immortale. Poderoso e letale in salita come nei giorni migliori, lo Squalo si poi è poi esaltato nell’amata discesa, raggiungendo poi Pierre Rolland sul successivo Col du Mollard. Con l’acume tattico del fuoriclasse, Nibali ha saputo gestirsi, dando tutto poi sulla conclusiva ascesa di La Toussuire. Con il francese incapace di tenere il ritmo, il siciliano si è involato verso la vittoria, limitando i danni dal ritorno di Quintana e Froome e guadagnando ulteriore terreno su Contador e Valverde. Un dato che la dice lunga sul ritrovato stato di forma del capitano dell’Astana.

Domani il ciclista italiano può dare un assalto al podio che sino a qualche giorno fa sembrava utopistico. Ma il risultato finale, in ogni caso, apparirà relativo dinanzi all’impresa epica realizzata quest’oggi.

Il Tour, salvo cataclismi, sarà di Chris Froome. Eppure il freddo e calcolatore britannico non riesce a far presa sulle folle. Non basta vincere per scaldare i cuori. La gente ama chi attacca, chi non conosce la paura, bramando imprese impensabili per tutti, salvo che per pochi eletti. Corridori come Vincenzo Nibali. Fuoriclasse vero ed eroe di un ciclismo antico. Quello vero.

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Foto: TW Tour de France

federico.militello@oasport.it

One thought on “Vincenzo Nibali, l’eroe di un ciclismo antico”

  1. Matteo scrive:

    Davvero inspiegabile soprattutto il comportamento della Movistar. Contador qualche attacco da lontano l’ha pure provato ma credo gli manchino semplicemente le gambe. Anche Valverde a dirla tutta non sembra più stare benissimo come le prime 2 settimane, però insomma, qualcosa potevano inventarselo, con gli attacchi a 5 km dal traguardo 3 minuti non li recuperi. Poi magari domani può succedere di tutto, però sino ad ora il voto per la Movistar è 5 secco, nonostante possano portare sul podio a Parigi 2 atleti.

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