Maria Elena Gandini, sincronette azzurra: “Il ruolo da titolare sarebbe una grande conquista. Incrociamo le dite per le azzurre a Kazan”

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Maria Elena Gandini è una sincronette della squadra italiana di nuoto sincronizzato. Nell’ultima stagione ha preso parte a diversi collegiali e competizioni con la nazionale e si presenta come una delle possibili candidate per entrare a far parte nei prossimi anni del gruppo seniores. Ai recenti Campionati assoluti ha colto un ottavo posto nel solo, decimo in coppia con Veronica Gallo ed è arrivata sesta con la squadra. Da juniores invece nel 2014 si è classificata quarta nel singolo, seconda nel duo sempre con la Gallo e ancora una volta quarta con la squadra. Di seguito conosciamo meglio la giovane atleta, che anno dopo anno è cresciuta, ha lottato e faticato per raggiungere risultati di tutto prestigio sia a scuola sia in acqua e che con dedizione e umiltà si è applicata per rimanere sempre tra le migliori a livello italiano.

Quest’anno hai partecipato a diversi collegiali con la Nazionale. Quali sono state le tue emozioni? Come ti sei trovata in questo ambiente?

“Partecipare ai collegiali con la nazionale è stata per me un’emozione unica. Da piccola guardavo le gare in tv e sognavo un giorno di diventare come loro o semplicemente di vederle dal vivo e  scambiarci due chiacchiere. Quest’anno, quando finalmente le ho conosciute, mi è sembrato di vivere un sogno: avevo i brividi solo a guardarle e parlandoci mi tremava la voce. Sono una squadra fantastica, mi hanno subito fatta sentire a mio agio e mai fuori luogo. Un’esperienza indescrivibile”.

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Sei soddisfatta dei risultati ottenuti questa stagione ai Campionati nazionali?

“Quest’anno ho lavorato duramente insieme alla mia squadra e siamo riuscite a migliorarci in tutte le specialità. Nel singolo ho guadagnato 5 posizioni rispetto al 2014, un risultato inaspettato, che mi ha riempito il cuore di gioia e speranza”.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“Da atleta il mio obiettivo più alto è sicuramente la partecipazione alle Olimpiadi, ma ricoprire il ruolo di titolare in nazionale sarebbe senz’altro una grande conquista”.

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Quali sono i tuoi punti di forza e quelli un po’ più deboli?

“Il mio fisico fortunatamente mi permette di raggiungere buone elevazioni, grande leggerezza ed eleganza. Il mio tallone d’Achille è purtroppo la mobilità, ma devo lavorare molto anche sull’esplosività e sulla resistenza”.

Chi ammiri di più in questo sport ed è fonte per te di ispirazione?

“Le mie grandi fonti di ispirazione sono Virginie Dedieau, Gemma Mengual e Natalia Ishenko. Ho però anche la fortuna di essere allenata da un’altra grande figura del nuoto sincronizzato italiano: l’ex atleta olimpica Joey Paccagnella, che mi segue ormai da 10 anni. Ho iniziato questo sport l’anno in cui lei ha lasciato la nazionale per iniziare ad insegnare. La ammiro moltissimo ed è per me un importante esempio di costanza e passione uniti al sacrificio”.

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Il nuoto sincronizzato è molto praticato, ma non tanto sponsorizzato. Cosa ne pensi?

“Questo sport  è purtroppo tanto spettacolare quanto sconosciuto ed è un vero peccato che venga sponsorizzato in cosi stretta misura. Sono sicura che, mettendolo maggiormente in luce, riscuoterebbe grande audience e successo, e magari otterrebbe risultati migliori rispetto agli attuali sport più sovvenzionati”.

Cosa speri possa realizzare l’Italia ai Mondiali di Kazan? Che risultati saprà cogliere?

“Auguro il meglio alle ragazze. Si stanno preparando veramente bene e si allenano ogni giorno con grande passione e costanza per migliorare le loro prestazioni. Spero vivamente che riescano a prendere la Spagna, hanno un ottimo potenziale le azzurre e hanno poco da invidiare alle iberiche. Incrociamo le dita”.

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Come sei riuscita in questi anni a conciliare scuola e sport? E l’esame di maturità? In Italia è possibile?

“È stato molto difficile conciliare questi due grossi impegni, soprattutto quest’anno che ho dovuto affrontare l’esame di maturità. Sono rimasta assente due mesi a causa delle competizioni e e dei collegiali, ma devo dire che grazie al nuoto sincronizzato, se in ambito scolastico non mi sono mai rassegnata: ho tirato fuori fuori le unghie e ho lottato fino all’ultimo, aggredendo questo tipo di impegno, come se si trattasse di una gara agonistica. E visto il risultato, n’ è valsa la pena affrontare i tanti sacrifici”.

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