Tour de France 2015: salta il Galibier, ma le montagne non mancano

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La Grande Boucle ha perso il Galibier per l’impossibilità di mettere in sicurezza la frana caduta il 10 aprile, ma con l’interminabile salita della valle della Maurienne non ha perso le montagne.

Sarà infatti un Tour più per scalatori che non per corridori completi, visti i relativamente pochi chilometri a cronometro: il percorso propina violentemente alcune delle più celebri salite della storia del ciclismo, equamente divise tra Pirenei ed Alpi. A ben vedere potremmo considerare anche il muro di Huy, traguardo della terza tappa, tra le ascese “mitiche”, ma vogliamo attenerci, come da tradizione, a quanto offriranno le due principali catene montuose europee.

L’inedita scalata verso Le Pierre Saint Martin (decima frazione) presenta le insidie della sua scarsa notorietà assieme a quelle dei 15.3 km al 7.4%, ma nella storia si entra il giorno dopo con l’Aspin e soprattutto il Tourmalet (17.1 km al 7.3%, una montagna semplicemente agghiacciante), pur relativamente distanti dal traguardo parziale. Il tradizionale arrivo di Plateau de Beille (dodicesima tappa) chiuderà con i suoi 15.8 km al 7.9% la fase pirenaica.

Sulle Alpi, però, ci sarà ancora tanto spazio per ribaltare la corsa. A partire dal Col d’Allos, che con i suoi 2150 metri di quota metterà in palio, visto il forfait del Galibier, l’ambito Souvenir Henri Desgrange, ovvero l’equivalente della Cima Coppi: si tratta di 14 km al 5.5% che faranno da antipasto ad un arrivo più morbido, ma comunque naso all’insù verso Pra Loup. Il giorno successivo le montagne saranno tante e mediamente meno impegnative, eppure quel Col du Glandon (ben 21.7 km al 5.1%) piazzato a meno di 40 km dalla linea bianca sembra destinato a fare male.
Farà malissimo, invece, la Croix de Fer, inserita sia nel cuore della diciannovesima tappa (prima di un finish impegnativo come La Toussuire), sia in sostituzione del Galibier il giorno successivo. Eccolo, il gran finale prima del carosello sui Campi Elisi: solo 110 km da Modane verso l‘Alpe d’Huez senza un metro per fiatare, prima, appunto, con l’ascesa posta all’interno del massiccio Grandes Rousses (29 km al 5.2%) e poi con gli infiniti tornanti sognati da ogni scalatore (13.8 km all’8.1%). Buon divertimento!

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marco.regazzoni@oasport.it

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