Giochi Europei Baku 2015: la cerimonia d’apertura dà il via alla prima edizione degli European Games

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Con la voce del cantante mugham Alim Qasimov si è aperta, nello stadio tutt’altro che pieno di Baku, la cerimonia inaugurale dei primi Giochi Europei della storia, diretta dal coreografo Dimitris Papaioannou, lo stesso di Atene 2004. Una cerimonia che ha visto il suo protagonista incontrastato nel presidente della repubblica azera, Ilham Aliyev, salito al potere nel 2003 come successore di suo padre, Heydar Aliyev, che aveva guidato il Paese per dieci anni fino alla sua morte. Con un susseguirsi di coreografie colorate e di inquadrature sui moderni edifici della baia di Baku, il discusso capo di stato è riuscito a dare l’immagine di un Paese moderno ed all’avanguardia, che non nasconde le sue simpatie per l’occidente, ma tacendo naturalmente gli aspetti più oscuri come la forte censura della libertà di stampa e di espressione, problematica spesso messa in risalto da organizzazioni non governative come Amnesty International. Il primo obiettivo, quello di legittimare il governo repressivo di Baku agli occhi dell’opinione pubblica mondiale e di dare un’immagine piacevole dello stesso Azerbaijan, è probabilmente stato raggiunto.

Poi, la tipica rassegna sul percorso della torcia olimpica, con quel “sacro fuoco di Olimpia” oramai fin troppo sdoganato, che non è più una prerogativa dei veri Giochi Olimpici, ma che viene utilizzato indistintamente per qualsiasi manifestazione facente parte di quello che oramai è il brand a cinque cerchi, rappresentato questa volta dalla bandiera dell’EOC (European Olympic Committees). A portare la torcia nello stadio è stato il judoka Ilham Zakiyev, due volte campione paralimpico: un tedoforo che da un lato ricorda la storica presenza nella rassegna del parajudo, ma dall’altra è stata scelto ad hoc anche per lanciare un’ennesima frecciata politica alla vicina e filorussa Armenia, dato che Zakiyev perse la vista proprio durante una battaglia per il controllo del Nagorno-Karabakh, territorio conteso fra i due stati, quando fu ferito alla testa da un cecchino armeno.

La sfilata degli atleti, come da tradizione olimpica, è stata aperta dalla Grecia, patria dei Giochi, e chiusa dall’ovazione per l’Azerbaijan padrone di casa. Ingiuriosi e vergognosi alcuni fischi che hanno accompagnato il momento dello sfilare della delegazione armena, più calorosa, invece, l’accoglienza per le nazionali più “pesanti”, come Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia ed anche l’Italia guidata da Giulia Quintavalle, nonché gli storici alleati della Turchia, con tanto di presenza da parte del presidente Recep Tayyip Erdoğan.

Applausi anche per l’esibizione di Lady Gaga, che ha intonato le note di una versione rivisitata di Imagine di John Lennon. A seguire, l’ingresso della già citata bandiera dell’EOC, portata da otto atleti internazionali tra i quali il tiratore azzurro Nicolò Campriani, la judoka francese campionessa olimpica Lucie Décosse e l’immensa boxer irlandese Katie Taylor. Dopo i tradizionali discorsi di rito da parte delle autorità nazionali e dello sport internazionale, la cerimonia si è conclusa con l’apertura ufficiale dei Giochi da parte del presidente Ilham Aliyev e con le danze tradizionali azere.

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giulio.chinappi@oasport.it

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