Giro d’Italia 2015: sfuriata Aru, conquista Cervinia e la seconda posizione in classifica!

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Fabio Aru è tornato. Quando sembrava dovesse issare bandiera bianca, quando addirittura sembrava potesse rischiare di non salire sul podio. Ha sofferto, per oltre una settimana. Da Vicenza a Verbania, passando per l’Aprica. Mai con i migliori, sempre al gancio. Oggi il sardo è risorto nei 236 chilometri tra Gravellona Toce e Cervinia, sede d’arrivo della 19esima e penultima tappa del Giro d’Italia 2015.

Prima ora a tutta, oltre i 50 chilometri di media. Dopo una lunga battaglia hanno preso margine Betancur e Montaguti (Ag2r), Rutkiewicz (CCC), Ulissi (Lampre), Visconti (Movistar), Chaves (Orica), Kochetkov (Katusha), Van der Lijke (Lotto NL) e Kiryienka (Sky). Il loro margine, però, non è mai decollato e all’inizio del trittico finale di salita avevano circa 4′ di vantaggio sul gruppo tirato tutto il giorno dall’Astana, che non hai mai lasciato scappare i fuggitivi oltre i 4’30”.

Sulle salite finali Giovanni Visconti si è dimostrato subito il più brillante degli attaccanti. L’azzurro ha attaccato prima sul Saint Barthelemy e poi sul Saint Pantaleon, lasciandosi alle spalle gli inseguitori, con il solo Pavel Kochetkov (Katusha) capace di resistere al gruppo su queste due ascese ma ad oltre 1’30” dalla testa della corsa. Il gruppo maglia rosa, invece, è transitata poco dopo a circa 2′ di distacco sempre composto da una quarantina di unità alle spalle del trenino Astana, autore di un ritmo regolare.

A 10 chilometri dal traguardo il siciliano si è dovuto arrendere, ripreso da un gruppo sonnolento e risvegliato solo da un attacco di Konstantin Siutsou. Il bielorusso del Team Sky, però, ha dato solamente il via ad un’azione di Mikel Landa (Astana), cui hanno risposto Alberto Contador (Tinkoff-Saxo) e Ryder Hesjedal (Cannondale-Garmin), cui si sono successivamente accodati anche Aru, Kruijswijk, Uran e König.

A 9 dalla conclusione, dopo un velleitario allungo di Aru, è riuscito a prendere margine Hesjedal, senza dubbio tra i più in palla del gruppo in quest’ultima settimana. Il canadese, vincitore del Giro del 2012, ha preso una cinquantina di metri, colmati da Fabio Aru a 7 chilometri dall’arrivo. König, Landa, Kruijswijk e Contador hanno lasciato spazio a questa coppia: una volta rientrato su Hesjedal, Aru ha nuovamente accelerato con uno scatto di prepotenza che gli ha consentito di fare la differenza sull’avversario.

Un’azione rabbiosa sui pedali, aggrappato come suo solito al manubrio. L’ascesa tra la folla e la seconda vittoria della carriera al Giro d’Italia a soli 24 anni. Sul traguardo può voltarsi, sistemare la maglia e trasformare il ghigno di sofferenza che l’aveva caratterizzato negli ultimi giorni in un sorriso e in un pugno al cielo che gli permette di sfogare tutta la frustrazione accumulata negli ultimi, difficili, 7 giorni.

Seconda posizione per un mai domo Hesjedal, arrivato a 27” dall’italiano dell’Astana, mentre Rigoberto Uran (Etixx-QuickStep) ha conquistato il terzo gradino del podio a 1’10” dalla prima posizione. Il gruppetto con Contador e Landa invece, ha pagato 1’18” da Aru.

Il sardo, con questa prova, si è riportato a 4’37” da Contador in classifica generale davanti al compagno Mikel Landa.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pagina Facebook Giro d’Italia

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