Giro d’Italia 2015: Rigoberto Uran, una crono per sognare in Rosa

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Dopo due secondi posti consecutivi, Rigobert Uran Uran sogna la Maglia Rosa. Senza sfacciataggine, senza presunzione, conscio dei propri limiti di atleta che, nell’Etixx-QuickStep, sembra aver trovato la propria dimensione.

Più che discreto scalatore ed eccellente cronoman. Queste le caratteristiche che, negli ultimi anni, l’hanno portato ai vertici del ciclismo mondiale. Non un fenomeno delle corse a tappe, probabilmente, ma grande regolarista, sempre nelle prime posizioni nella classifica finale. Nelle ultime due stagioni sembra aver trovato un feeling particolar con il Giro e con l’Italia, dove è esploso nell’ormai lontano 2012, quando ha conquistato la prima top ten in  un grande giro classificandosi settimo. Da lì in avanti mai giù dal podio, ma nemmeno sul gradino più alto al termine delle tre settimane di corsa.

Il percorso di quest’anno, non eccessivamente duro e con una cronometro di sessanta chilometri a fare da spartiacque, sembra essere molto adatto alle sue caratteristiche. Nella prova contro il tempo di Valdobbiadene, ripensando anche alla crono dei vini dello scorso anno, Uran potrebbe infliggere distacchi ad atleti come Fabio Aru e Alberto Contador, che sulla carta dovrebbero pagare qualcosa nella cronometro rispetto al colombiano e Riche Porte.

Nella prima parte di stagione non è arrivato quel cambio di passo, e convinzione, che probabilmente servirebbe ad Uran per compiere quell’ultimo scalino che lo separa dalla conquista della maglia rosa. Venticinque giorni di corsa che hanno regalato tanti piazzamenti, senza però alcuna vittoria (fatta eccezione per la prova a crono dei campionati nazionali) che lo relegano ancora una volta al ruolo di outsider di lusso, cui manca solo il cambio di marcia per poter ambire al successo finale in un grande giro. La preparazione al Giro sembra essere stata scrupolosa, e nelle prossime settimane avremo la risposta definitiva: Rigoberto Uran è pronto a conquistare quella maglia cui è già andato così vicino?

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Foto: Pagina Facebook Giro d’Italia

gianluca.santo@oasport.it

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