Canoa velocità: Canottieri Ticino fucina di talenti, intervista al tecnico Stefano Loddo

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Manfredi Rizza, Edoardo Chierini, Riccardo Cecchini. Tre atleti reduci dall’esperienza agli Europei di Racice tutti provenienti dalla Canottieri Ticino Pavia. Fiore all’occhiello della canoa tricolore, la Canottieri Ticino è la più antica società remiera di Pavia, una delle più antiche d’Italia con i suoi oltre 130 anni di storia. Una piccola grande realtà dello sport italiano dove allena Stefano Loddo, ex atleta della nazionale e ora tecnico della società lombarda. Con l’allenatore sardo abbiamo parlato dell’ottimo europeo dei suoi ragazzi impegnati nella rassegna continentale ceca.

Partiamo da Riccardo Cecchini, impegnato nel K1 500. Come valuti il suo Europeo?

“Riccardo partiva come riserva dei 200 ed ha gareggiato su una distanza che non abbiamo preparato. Con lui e con Bertolini (altro atleta della Canottieri Ticino e nazionale azzurro ndr), l’obiettivo rimane sempre quello del risultato negli eventi under 23 e nelle tappe intermedie in cui concederanno loro di gareggiare. Sicuramente con un maggior equilibrio nella composizione delle batterie (una era da otto, una da 7, una da 6 partecipanti) sarebbero potuti arrivare risultati diversi”.

Edoardo Cecchini si è reso protagonista di una grande prova sui 200 metri.

“Edoardo è un tipo particolare, un po’ chiuso che non fa trasparire troppo emozioni, sia positive che negative. E’ cresciuto tanto negli ultimi due anni e continua a crescere. Come gli altri ‘targati’ canottieri, non è al top della forma allo stato attuale, in quanto l’obiettivo rimane quello dei Mondiali di agosto. Nella semifinale ha gestito stress e concentrazione col giusto equilibrio e la partenza ha messo alla luce le sue qualità esplosive capaci di catapultarlo letteralmente fuori dal blocco. Ha pagato un po’ sul finale ma gli avversari erano i numeri uno del mondo. Craviotto ha raccolto medaglie ovunque negli ultimi due anni, senza scordare i podi a cinque cerchi. Confesso comunque di averci creduto, quando fino a metà gara gestiva un piccolo vantaggio. Poi si sa, nei 200 si sbaglia qualcosa e si paga dazio subito”.

Manfredi Rizza insieme a Matteo Florio ha invece centrato due finali, non andando lontano dal podio nella distanza olimpica. 

“Manfredi e Matteo si stanno amalgamando sempre meglio, gara dopo gara. Questo K2, nonostante sia lo stesso della medaglia in CdM dello scorso anno, non è ancora stato provato a sufficienza. Il sesto posto sui 200 ed il settimo  sui 500 sono soltanto il punto di inizio. E’ vero, mancavano alcuni equipaggi ‘pesanti’ come il Canada, la Gran Bretagna con l’equipaggio olimpico e l’Ungheria di Dudas, ma se l’obiettivo è la qualificazione, anche noi qualcuno dovremmo pur batterlo”. 

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francesco.drago@oasport.it

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