Liegi-Bastogne-Liegi 2015: i possibili scenari tattici. Saint Nicolas decisivo?

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La Liegi-Bastogne-Liegi 2015, quarta classica monumento stagionale, sembra avere un grande favorito: Alejandro Valverde. Imperiosa la volata con cui si è imposto alla Freccia Vallone dopo il secondo posto conquistato all’Amstel Gold Race. Il murciano non si impone alla Doyenne dal 2008, dopo che anche nel 2006 era arrivato ad Ans a braccia alzate.

Forte di un ottimo spunto veloce e di un gran fondo, Valverde potrebbe permettersi di aspettare l’ascesa finale alla Côte d’Ans, 1500 metri non particolarmente impegnativi che portano al traguardo. Due rettilinei, uno lunghissimo che porta gli atleti fino ai -150 metri, poi curva secca a sinistra e un ulteriore rettilineo che conduce sul traguardo. Battuto solo da Gerrans nella scorsa edizione, un gruppetto compatto ai piedi dell’ultima ascesa potrebbe essere la situazione perfetta per lo spagnolo della Movistar. La squadra, che dovrebbe essere chiamata a lavorare sin dai primi chilometri di corsa, dovrebbe essere totalmente votata e attrezzata alla causa di Valverde.

Unica incognita, probabilmente, Nairo Quintana. Per quanto non al top della condizione, in salita è sempre uno degli uomini più temuti, e potrebbe provare a muoversi da lontano per stanare le squadre dei diretti avversari di Valverde. Un tentativo di questo tipo, potrebbe andare bene a tanti considerando che nessuno desidera l’arrivo in volata con il fuoriclasse della Movistar. La Côte de La Redoute, a 35 chilometri dalla conclusione, potrebbe essere il primo vero passaggio chiave della corsa per i big. Questi due chilometri all’8% potrebbero consentire di fare la differenza, anche se la distanza dal traguardo è ancora molta. Sfoltire il gruppo e diminuire i componenti delle varie squadre in testa alla corsa, in questa situazione, potrebbe essere l’obiettivo di molti.

I giochi potrebbero farsi più seri sulla Roche Aux Faucons, il cui scollinamento è posto a meno di 20 chilometri dalla conclusione. Qui corridori come Vincenzo Nibali o Rui Costa, avvezzi anche a distanze superiori ai 250 chilometri, potrebbero provare a portare via un gruppetto. Attenzione alla Katusha, che potrebbe investire una delle sue punte (verosimilmente Giampaolo Caruso o Daniel Moreno, mentre Rodriguez dovrebbe essere l’asso da giocare negli ultimi chilometri) in un tentativo di questo tipo. Attesa anche l’AG2R, che oltre a Romain Bardet e Alexis Vuillermoz vede alla partenza anche Domenico Pozzovivo, che 12 mesi or sono fece il diavolo a quattro su queste strade, e Rinaldo Nocentini. Almeno uno di questi dovrebbe attaccare già sulla Roche.

L’ultima chiamata, per provare a fare la differenza, se ancora la situazione dovesse vedere un gruppetto numeroso a 5 chilometri dal traguardo, è la Côte di Saint Nicolas, la salita degli italianiLe pendenze per fare la differenza ci sono (8,6% di media), la distanza è quella ideale (1 chilometro e 200 metri): sia in situazione di gruppo compatto sia con un plotoncino di seconde linee o attaccanti in avanscoperta, su queste rampe è lecito aspettarsi i fuochi d’artificio.

Nel 2014 Caruso e Pozzovivo sono quasi riusciti ad anticipare tutti partendo proprio sul Saint Nicolas, così come gli atleti che si sono giocati il successo nel 2013, quando ad imporsi fu Daniel Martin su un gruppetto di 6 uomini che aveva preso un centinaio di metri di vantaggio proprio sull’ultima Côte prima di giocarsi il successo nell’ultimo chilometro e mezzo, vero e proprio catalizzatore di spettacolo. Come ha dimostrato Vincenzo Nibali nel 2012, sfiorando l’impresa, non è impossibile partire da una ventina di chilometri dalla conclusione, ma bisogna avere grandi gambe, e coraggio, per provare e portare in porto un’azione di questo tipo.

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gianluca.santo@oasport.it

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