Seguici su

Combinata nordica

Combinata nordica, Norvegia in trionfo nel primo team event misto iridato a Planica. Italia ottima quarta

Pubblicato

il

La Norvegia rispetta il pronostico della vigilia, completando l’opera nel segmento di fondo ed imponendosi nel primo team event misto iridato della storia in occasione dei Campionati Mondiali di combinata nordica 2023 in corso di svolgimento sulle nevi slovene di Planica. Vittoria mai in discussione per il quartetto scandinavo composto da Jens Luraas Oftebro, Ida Marie Hagen, Gyda Westvold Hansen e Jarl Magnus Riiber.

La squadra nordica ha fatto la differenza nella staffetta mista sugli sci stretti, staccando subito il Giappone al lancio e andando in fuga verso il successo finale con oltre 45″ di margine sulla Germania seconda classificata. Medaglia d’argento per Vinzenz Geiger, Jenny Nowak, Nathalie Armbruster e Julian Schmid, bravo a respingere il disperato tentativo di rimonta dell’austriaco Johannes Lamparter nell’ultima frazione da 5 km.

Terza posizione e bronzo mondiale dunque per l’Austria, a un minuto di distacco dalla vetta con Stefan Rettenegger, Annalena Slamik e Lisa Hirner oltre al già citato Lamparter. Risultato al di sopra delle aspettative per l’Italia, capace di raggiungere (colmando un divario di 44″ accumulato sul trampolino piccolo) e poi battere il Giappone nella sfida con in palio la quarta moneta.

VIDEO Simone Deromedis campione del mondo di skicross: riviviamo la finale storica dell’azzurro

Aaron Kostner, Annika Sieff, Veronica Gianmoena e Samuel Costa hanno fatto il massimo, approfittando della controprestazione nipponica e centrando il miglior piazzamento azzurro di sempre in una prova a squadre mondiale di combinata nordica grazie ad un rendimento corale di alto profilo sugli sci stretti. Quinta piazza deludente per il Paese del Sol Levante, dopo il secondo posto nel segmento di salto, anche a causa di una disposizione discutibile dei frazionisti con Ryota Yamamoto al lancio, a seguire le gemelle Yuna e Haruka Kasai ed in chiusura Akito Watabe.

Foto: Lapresse