Seguici su

Pattinaggio Artistico

Pattinaggio artistico, MK John Wilson Trophy 2022: un trionfo azzurro che dà fiducia

Pubblicato

il

Due successi e un secondo posto; è stata semplicemente trionfale l’avventura azzurra in quel di Sheffield, città della Gran Bretagna che ha ospitato la scorsa settimana l’MK John Wilson Trophy 2022, quarta tappa del circuito ISU Grand Prix 2022-2023 di pattinaggio artistico. I nostri ragazzi infatti hanno fatto la voce grossa nelle tre discipline in cui hanno partecipato, confermando uno stato di forma importante e una leadership che non può che dare forza e speranza per il futuro.

Tra i tre piazzamenti, il primo posto centrato da Daniel Grassl è stato quello più rilevante. Fino ad adesso non era mai infatti successo che un atleta italiano vincesse una una gara maschile in una tappa del circuito. Una vittoria netta e meritata, arrivata con un programma libero contrassegnato da un layout composto da un quadruplo lutz, sette tripli da cui due axel e un doppio axel, sfoggiando sicurezza, scorrevolezza e soprattutto ottimo impatto psicologico: in sostanza, sapendo di dover vincere a tutti i costi per rimanere in corsa per le Finali di Torino, l’allievo di Alexei Letov ha sfoderato tutto il suo carattere raggiungendo brillantemente il risultato ottenendo l’importantissimo punteggio di 264.35: numeri che potranno ancora crescere nei prossimi impegni.

Ricordiamo infatti che il nativo di Merano ha proposto sul ghiaccio britannico una strategia conservativa nel segmento più breve, non optando dunque per la combinazione con il quadruplo preferendo la più sicura triplo lutz/triplo toeloop. Nel libero invece è stato al momento accantonato il quadruplo rittberger, elemento che potrà tornare utile però quando la tensione e il livello comincerà a salire sensibilmente. Insomma, a conti fatti Daniel è in grado di avere un menu diverso a seconda della necessità, fattore che può davvero fare la differenza nel momento che conta.

Pattinaggio di figura: Guignard-Fabbri incantano all’MK John Wilson Trophy e volano in Finale

Era più certo, ma non è stato da meno quanto fatto dai leggendari Charléne Guignard-Marco Fabbri, danzatori che hanno vinto per la seconda volta consecutiva una tappa della competizione itinerante, stavolta rendendosi artefici di un vìs-a-vìs con i padroni di casa Lilah Fear Lewis Gibson, vicinissimi dopo la rhythm dance salvo poi essere prontamente seminati grazie a una free dance di altissimo profilo, impreziosita da una scorrevolezza con pochi eguali, da passaggi di transizione complicati tra un elemento e l’altro oltre che da un flow continuo; tutte peculiarità non per nulla premiate con il nuovo personal best di 127.44 (71.64, 55.80) per 213.74.

Un punteggio dunque estremamente importante che da una parte certifica la buona presa che ha fatto il libero sulla giuria, dall’altro pone il focus nel programma più corto, per la seconda volta consecutiva valutato – per un motivo o per un altro – molto vicino a quello di coppie sulla carta inferiore. Una tendenza che  gli allievi di Barbara Fusar Poli analizzeranno in ottica Finale, dove andrà in scena il primo confronto diretto tra tutti i team di vertice. Importante comunque segnalare la crescita esponenziale degli inglesi Fear-Gibson, due pattinatori che faranno di tutto per infastidire gli azzurri nei prossimi appuntamenti, compresi Campionati Europei 2023 di Espoo, dove sarà battaglia per l’oro.

La seconda piazza di Sara Conti-Niccolò Macii ha avuto infine il sapore di vera e propria magia. La loro ascesa è iniziata nella stagione più complessa, quella completamente sacrificata per le restrizioni dovute alla pandemia e composta essenzialmente solo di eventi interni: dopo l’annata sportiva olimpica, che possiamo considerare come annata di assestamento, gli allievi di Barbara Luoni hanno dimostrato quest’anno con i fatti di essere una coppia d’artistico sicura con una solidità e una tecnica da temere. I loro programmi sono già rodati, così come la maggior parte degli elementi, fatta eccezione forse solo per i sollevamenti, talvolta eccessivamente traballanti, problemi assolutamente risolvibili con il giusto asset e un lavoro fisico e mentale adeguato.

Per Niccolò e Sara ci saranno due settimane di attesa per scoprire se riusciranno a staccare il pass per le Finali di Torino, dove potranno inoltre osservare i loro diretti avversari per le prossime sfide internazionali. Al tal proposito è opportuno rimarcare quanto adesso si apra una battaglia interessante in termini di concorrenza interna. Rebecca Ghilardi-Filippo Ambrosini, in corsa per un un posto in Finale, nella tappa di Espoo dovranno infatti dimostrare di poter stare al passo dei loro compagni di squadra, uno stimolo in più per fare bene e raggiungere l’obiettivo finale. Come già capitato in ambito maschile prima Con Rizzo, poi con Grassl, Frangipani e Memola, avere degli avversari temibili “in casa” può rivelarsi una vera fortuna e può contribuire a una grande accelerazione tecnica e performativa da parte di tutti gli atleti coinvolti. Incrociamo le dita.

Foto: LaPresse