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Ciclismo

Giro d’Italia 2022, Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo salvano l’onore dell’Italia, ma tra i giovani si conferma il vuoto

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Domenico Pozzovivo

È stato un viaggio lungo, duro, emozionante anche se con diversi momenti in cui lo spettacolo non è stato protagonista. La 105a edizione del Giro d’Italia ha dato i suoi verdetti, premiando un meraviglioso Jai Hindley come successore di Egan Bernal. Podio completato da Richard Carapaz e Mikel Landa.

La classifica finale di questo Giro d’Italia vede due italiani in top10, due ciclisti eterni e stoici come Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo. Il Giro del primo è stato chiaramente dominato dall’annuncio fatto nella tappa di Messina, in cui ci ha confessato che questa sarà la sua ultima stagione in carriera.

Da quel momento in poi, dopo una prima settimana difficile, lo Squalo è andato in grande crescita, riuscendo a stare spesso con i migliori e salendo fino ad una pazzesca quarta posizione, francamente impronosticabile alla vigilia. Un esempio di costanza, di preparazione e ovviamente di enorme classe. 

Un quarto posto di grande valore, ma il premio più grande è stato probabilmente l’enorme amore della gente sulle strade di tutta la penisola. Non c’è stata una frazione in cui sui marciapiedi, sui guardrail e sui balconi non ci fossero cartelloni, striscioni e urla inneggianti a Vincenzo Nibali, uno dei grandi del nostro ciclismo che ha lasciato un segno indelebile nei cuori di tutti.

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Ancora più eccezionale la storia di Domenico Pozzovivo, alla settima top10 al Giro in carriera, 14 anni dopo la prima volta. A inizio stagione era senza squadra, ancora in cerca di una condizione fisica ottimale dopo i tanti incidenti delle scorse stagioni. Poi il contratto con la Intermarché e l’ennesima prova della sua incredibile tenacia e della straordinaria resilienza.

Se l’è giocata con i migliori fino a metà Giro, poi un’altra sfortunata caduta e ultimi giorni difficili, ma che non tolgono niente al suo risultato. A fine Giro ha detto che rifletterà sul suo futuro, come è giusto che sia per un corridore con la sua storia. Per ora noi ce lo godiamo e lo ringraziamo ancora una volta.

Nibali e Pozzovivo sono due monumenti del nostro ciclismo ed è giusto celebrarli, ma è impossibile non notare che le loro carte d’identità parlino di età molto vicine ai 40 anni. Questo Giro ha dato l’ennesima conferma che alle loro spalle (insieme a Damiano Caruso) nel ciclismo azzurro c’è il vuoto. Il meglio piazzato è Lorenzo Fortunato, quindicesimo, ma sempre estremamente lontano dai migliori. Quando i due grandi smetteranno, potrebbero profilarsi tempi bui.

Foto: LaPresse