Nuoto Olimpiadi Rio 2016. Il pagellone: lampi di Italia “vera”

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PIERO CODIA 7: nuota per due volte suoi suoi limiti personali, pur senza riuscire a migliorarsi. Lo fa con l’atteggiamento giusto, lottando dalla prima all’ultima bracciata e alla fine sfiora l’accesso in finale che sarebbe arrivato con un decimo in meno del tempo fatto al pomeriggio (che poi coinciderebbe col tempo ottenuto al mattino). E’ giovane, sta maturando velocemente e questa esperienza può essere molto importante nella sua crescita.

LUCA DOTTO 7: lui, sì, si migliora nei 50 stile libero che sembrava quasi che snobbasse a favore dei 100. Invece il vecchio amore non si scorda mai. La gara che lo ha fatto conoscere al mondo lo accarezza, lo illude di poter chiudere l’esperienza olimpica con una finale e poi lo respinge per 4 centesimi nonostante il record personale perché gli altri vanno assai forte e migliorarsi di poco purtroppo non basta per esserci.

MATTEO RIVOLTA 4: in linea con i compagni dei giorni scorsi. Un mezzo disastro la batteria dei 100 farfalla nella quale non riesce a tenere testa ai rivali più forti e il crono lascia a desiderare. Lontano dal suo standard, lontano dalla sua nuotata. Quest’anno si era illuso ed era anche tornato sui suoi livelli ottimali ma a Rio manca la condizione.

MARGHERITA PANZIERA 5.5: il tempo per entrare in semifinale era ampiamente alla sua portata, lo ha già nuotato più volte quel 2’09” che è lo spartiacque dell’eccellenza nella specialità. Stavolta non arriva il tempo e memmeno la semifinale per una manciata di centesimi. Meno rinunciataria di altre, più combattente anche se, già da un po’, non ce n’è.

PIERO CODIA 5: chiude con la pernacchia ai rosiconi ma anche lui un po’ di rimpianti li deve avere. Resta mezzo secondo sopra il personale in un 50 stile libero. Non bene in partenza, non riesce a sprigionare tutti i suoi cavalli e alla fine esce mestamente di scena, con corona e scettro.

 

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