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Luna Rossa lapidata senza rispetto. I timori di NZ e Ineos: meglio temporeggiare…

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Adesso basta, c’è davvero un limite a tutto. Da quando è iniziata la Prada Cup, Luna Rossa vive quasi una continua lapidazione quotidiana da parte della stampa neozelandese e britannica (ciò non è avvenuto invece con quella americana, semplicemente perché questa competizione negli ultimi anni ha perso interesse negli Stati Uniti). Tutto era iniziato con il ricorso (respinto) sulla possibilità di nascondere le cosiddette volanti durante una regata. Successivamente Luna Rossa aveva esposto e vinto un reclamo nei confronti di Ineos Team UK: nel corso della prima regata del round robin gli inglesi avevano infatti utilizzato un outhaul irregolare, venendo sanzionati con un warning ed una multa da 5000 dollari (devoluti in beneficienza).

Va detto che i britannici hanno chiesto in seguito alla giuria di estinguere l’ammonizione, tuttavia Luna Rossa si è opposta. Per tutto quanto appena raccontato, il Team Prada Pirelli è stato letteralmente coperto di insulti (“Frivoli“, “falsi” e così via).

Oggi però si è letteralmente toccato il fondo. Luna Rossa può essere accusata di tutto, tranne che di essere anti-sportiva: non è accettabile! Facciamo chiarezza su quanto sta avvenendo in queste caotiche ore ad Auckland. Da domani in città il livello di allerta del lockdown scenderà da 3 a 2. Affinché il pubblico possa entrare nel villaggio per assistere alle regate, tuttavia, è necessario che il livello scenda ulteriormente da 2 a 1. Per questo gli organizzatori, appoggiati ovviamente da Ineos UK, stanno lavorando con il Governo neozelandese affinché le gare possano riprendere addirittura il prossimo 26 febbraio! Anche la data di inizio dell’America’s Cup subirebbe uno slittamento dal 6 al 13 marzo.

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Luna Rossa si è opposta con tutte le proprie forze ad una eventualità di questo tipo e pretende che si torni in acqua sin dal 19 febbraio e che la Finale si concluda entro il 24. D’altronde l’articolo A2.3 (b) dell’Appendice alle Regole del World Sailing Racing of  Sailing America’s Cup parla chiaro: se la Finale non si sarà conclusa il 24 febbraio con la disputa di tutte le regate previste, allora a vincere sarà la flotta che in quel momento si troverà in vantaggio.

Il Team Prada Pirelli non desidera vincere a tavolino, tutt’altro. Sta proponendo anzi di tornare in acqua il prima possibile, proprio per sconfiggere Ineos UK in mare aperto. D’altronde la compagine italiana esprime un concetto su cui non si può non essere d’accordo: è stato stilato un protocollo che prevede la possibilità di poter gareggiare in sicurezza anche durante un lockdown di allerta 2. In effetti, se tutte le attività commerciali possono proseguire e le stesse barche stanno continuando ad allenarsi in questi giorni, Luna Rossa si chiede perché non si possa gareggiare. La risposta dei neozelandesi non regge: sinora si è sempre regatato con il pubblico e bisogna dunque evitare le porte chiuse. Per quale motivo? Va bene vivere dall’altra parte del mondo, ma è possibile che in Oceania ignorino completamente cosa stia succedendo in Italia ed in Europa da oltre un anno? Lo sport è ripartito con fatica e sta andando avanti tra mille difficoltà, a porte chiuse. Ad Auckland, al momento, sono stati registrati appena tre casi di contagio: di cosa stiamo parlando?

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Il quotidiano Stuff sostiene che gli italiani non stiano tenendo conto della situazione in Nuova Zelanda. Eppure sorge spontaneo un quesito: siamo sicuri che tutto questo enorme vespaio sia realmente dovuto alla possibilità o meno di poter ammettere il pubblico alle regate? O forse Ineos UK e Team New Zealand stanno semplicemente prendendo tempo perché realmente intimorite dalla forza di Luna Rossa? Quando ti trovi ad inseguire, ogni giorno che passa è utile per migliorare e mettere in atto operazioni di sviluppo (Britannia non potrà apportare modifiche strutturali alla barca, come da regolamento, tuttavia le sarà consentito montare vele nuove e, soprattutto, continuare ad allenarsi per limitare alcuni dei difetti emersi nelle prime quattro regate, nonché effettuare analisi al simulatore). Gli stessi neozelandesi forse non si aspettavano una tale prova di forza da parte del Team Prada Pirelli e qualche giorno in più potrebbe fare comodo ai Defender per mettere in atto migliorie sempre più estreme.

Ricapitolando: Luna Rossa in passato era stata etichettata come “futile” e “falsa”, ora addirittura “senza decenza”, “meschina” e “anti-sportiva. Persino il buon Patrizio Bertelli è stato tirato in causa, un uomo che ha dato tantissimo in oltre due decenni alla Coppa America e che non si merita tutto questo. E sapete perché sta accadendo? Solo perché Luna Rossa chiede che vengano rispettate le regole. Altri desiderano evidentemente giocare al di fuori dei confini della legalità, ma tali comportamenti si qualificano da soli. Sin qui la flotta italiana si è comportata con grande signorilità, non abboccando alle provocazioni, ma rispondendo con i fatti ed a suon di vittorie. Dovrà continuare a farlo, sperando che gliene venga data la possibilità e che la partita non si sposti realmente nelle aule dei tribunali. Perché Luna Rossa, ora più che mai, ha una missione: portare in Italia questa benedetta Coppa America che gli anglosassoni considerano una proprietà privata.

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Foto: Luna Rossa Press

1 Commento

  1. enrico 470

    17 Febbraio 2021 at 18:20

    Il comportamento degli anglofoni è insopportabile, vero razzismo sportivo. Nella patria del Rugby dove le regole sono sacre, dobbiamo assistere a questo triste spettacolo di squallida ipocrisia. Non sono però sorpreso perchè il re è nudo da molti anni. Se Luna vince sarà uno dei momenti più belli per lo sport italiano.

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