Artistica

Manila Esposito, la ricetta della caparbietà: la lezione di classe nelle difficoltà, capitana in Finale e il sogno trave

Stefano Villa

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Manila Esposito / Simone Ferraro/FGI

Se si pensa a Manila Esposito in ambito agonistico, il pensiero si rivolge subito a una ginnasta straordinaria, capace di conquistare la medaglia di bronzo alla trave alle Olimpiadi di Parigi 2024, di laurearsi Campionessa d’Europa nel concorso generale individuale per ben due volte (impresa mai riuscita a un’italiana), di meritarsi la palma di azzurra più vincente della storia in campo continentale. Un portento acclarato, capace di risplendere ai massimi livelli internazionali e di ottenere un vasto consenso.

Se si pensa alla 19enne campana in termini assoluti, si punta il dito su delle doti rimarchevoli ed evidenti, coltivabili e migliorabili solo se dentro di te c’è qualcosa di ancestrale che le anima: caparbietà, tenacia, mordente, voglia di migliorarsi e perfezionarsi, desiderio di emergere, grinta. Manila Esposito è esemplare: ha avuto bisogno di un periodo per crescere, poi quell’argento alla trave agli Europei 2023 l’ha definitivamente sbloccata e ha scalato le gerarchie.

Quella che ai tempi sembrava una valida atleta, ma ancora tutta da costruire, è rapidamente diventata un faro del movimento tricolore e stasera (ore 19.30) scenderà in campo da capitana per trascinare l’Italia nella finale a squadre dei Mondiali 2026 di ginnastica artistica. Un ruolo avuto in dote a pochissime elette alle nostre latitudini e che pesa ancora di più, perché il quintetto del DT Enrico Casella ha il potenziale per inseguire una medaglia e l’annesso pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028.

Dopo l’apoteosi a cinque cerchi e il bis continentale, l’allieva di Camilla Ugolini aveva un po’ perso la bussola, negli allenamenti risultava scarica e ha dovuto affrontare un momento non semplice sul fronte emotivo, recuperando poi alla grande e riuscendo a essere protagonista due mesi fa agli Europei (oro al corpo libero, argento alla trave e con la squadra) e in questa rassegna iridata. Le contingenze l’hanno portato a lasciare un po’ da parte il volteggio e le parallele asimmetriche, non ha più gareggiato nell’all-around (speriamo che ci ritoni in un prossimo futuro) e si è concentrata su 10 cm e quadrato.

Fuori dalla finale di specialità al corpo libero per 33 millesimi, dentro all’atto conclusivo alla trave con il quinto accredito (14.200): domenica pomeriggio sarà tra le protagoniste nella bagarre per le medaglie, davanti ai propri genitori, che da tradizione la seguono nelle trasferte e a cui la nostra capitana è legatissima. Questa è la sua terza presenza ai Mondiali (esordì nel 2022 a Liverpool, a quindici anni), la poliziotta è tornata in campo iridato dopo tre anni (dodici mesi fa era assente a Jakarta) e ora vuole farsi dei regali anticipati per il ventesimo compleanno, che festeggerà il prossimo 2 novembre.

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