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Ginnastica artistica, le cadute svegliano l’Italia. Fate lontane ai Mondiali, la Cina batte gli USA: sono crollate le Regine!

Stefano Villa

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Italia ginnastica artistica / Simone Ferraro/FGI

L’Italia si era presentata con grandi ambizioni sulla pedana della AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi), con il chiaro obiettivo di ricoprire un ruolo da protagonista nella finale della gara a squadre femminile dei Mondiali 2026 di ginnastica artistica: dopo l’eccellente quarto posto conseguito in qualifica e il potenziale sciorinato nel turno preliminare di tre giorni fa, le Fate erano pronte a battagliare per i piani alti della classifica e sognavano di lottare strenuamente per la conquista di una medaglia nella prova che premia la caratura tecnica e la profondità del movimento ginnico di un’intera Nazione.

Salire sul podio e garantirsi uno degli annessi pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 era un traguardo ambizioso, ma sulla carta tutt’altro che irraggiungibile per le ragazze del DT Enrico Casella, desiderose di confermarsi ai vertici dopo il bronzo iridato di sette anni fa e l’argento conquistato ai Giochi di Parigi 2024. La magia è durata una sola rotazione, ovvero quella alle parallele asimmetriche: Giulia Perotti ha rotto il ghiaccio con un pirotecnico 14.400, Sofia Tonelli ha tenuto botta con 13.466, Elisa Iorio ha stampato un 14.300 in chiusura (era presente sette anni fa, quando la prima generazione delle Fate si tinse di bronzo).

Le due finaliste di specialità hanno fatto il loro compito sugli staggi e la nostra Nazionale si è trovata in seconda posizione dopo i primi tre esercizi, si puntava in alto, si facevano voli pindarici, ma la rotazione alla trave si è rivelata un bagno di sangue. Tre cadute: tutte le azzurre hanno messo il piede a terra ed è sfumata la possibilità di andare a caccia del risultato a effetto. Tonelli si è fermata a 12.066, Manila Esposito è caduta in uscita dopo un esercizio notevole (13.100 per la capitana, che era stata valutata in 14.200 nel turno di ammissione, staccando il pass per la finale), Perotti sbaglia nelle battute iniziali (12.566, contro il 13.833 del preliminare).

Da quel momento in modo, la gara si è trasformata in una lenta agonia per le Fate, un trascinarsi verso la bandiera a scacchi senza un reale obiettivo. Non si è potuto fare molto al corpo libero (13.133 di Esposito, 12.666 di Tonelli, 12.800 per la debuttante July Marano), poi con gli avvitamenti e mezzo al volteggio si è avuto ben poco da dire (13.166 di Iorio, 13.500 di Marano, 12.966 di Tonelli). L’Italia ha chiuso al settimo posto con il punteggio complessivo di 158.129, appena davanti al Canada (158.06). Il Bel Paese è rimandato ai Mondiali 2027 per meritarsi il biglietto per i Giochi: a Chengdu, tra dodici mesi, verranno mesi in palio gli ultimi nove tagliandi.

La Cina ha vinto la gara a squadre femminile ai Mondiali 2026 di ginnastica artistica, tornando sul gradino più alto del podio dopo addirittura venti anni di assenza e a otto stagioni di distanza dall’ultima medaglia conquistata nel team event (bronzo nel 2018). Le asiatiche sono state capaci di contenere le sbavature e sono riuscite nell’impresa che passerà alla leggenda della Polvere di Magnesio: hanno battuto gli USA, hanno detronizzato le americane dopo addirittura sedici anni, hanno soffiato alla corazzata a stelle e strisce quello scettro che detenevano ininterrottamente dal 2010.

Ultima sconfitta della maestre in questo format di gara ai Mondiali? Nel 2009. Dove? Proprio a Rotterdam, località nefasta. Quella volta fu per mano della Russia, che oggi non è andata oltre la sesta piazza (159.394) a causa di diverse cadute: terze in qualifica, nonostante l’assenza di Angelina Melnikova, Viktoriia Listunova e Anna Kalmykova, stasera sono andate in crisi, proprio come l’Italia. Il Brasile di Flavia Saraiva e Rebeca Andrade ha approfittato degli errori altrui per inserirsi in quinta posizione (159.730), alle spalle della Francia di Elena Colas (quarta con 161.130).

Serata di gloria per Siyu Du, Qinqin Ke, Xinyi Qin, Qiyuan Qiu, Yihan Zhang, Qingying Zhang: il 15.066 di Zhang alla trave, gli over 14 sugli staggi di Du e Qiu, la strenua difesa al corpo libero hanno mandato in orbita la Cina. Le asiatiche si erano presentate al quadrato con 2,2 punti di margine sugli USA che hanno cercato la rimonta: 13.600 di Dulcy Caylor, 13.933 di Claire Peaser e 13.400 di Reese Esponda, ma si sono fermate a 233 millesimi dal trionfo. A conti fatti pesa tantissimo la caduta di Caylor alla trave (12.333), non sono bastate le ottime Skye Blakely e Charleigh Bullock. Medaglia di bronzo al collo del Giappone (164.063), che ha confezionato una gara pulitissima e si è meritato anche il pass olimpico.

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