Tennis
Monaco: “La carriera di Zverev ha svoltato grazie al ‘coccolone’ di Sinner a Parigi”
Sarà Alexander Zverev contro Ben Shelton nella finale maschile degli US Open. Questo l’esito delle due seminali a New York ed anche l’argomento principale dell’ultima puntata di Tennismania, il programma condotto da Dario Puppo, Massimiliano Ambesi e Guido Monaco e che va in onda sul canale YouTube di OA Sport.
Proprio Monaco sulla stagione di Alexander Zverev: “Stiamo parlando di uno Zverev che non è andato lontano dal Grande Slam. L’Australia è un grandissimo rimpianto e alla fine i dati comunque dicono questo, visto che comunque a Wimbledon è arrivato in finale. La svolta della carriera di Zverev, però, bisogna anche dire che è il ‘coccolone’ di Sinner, senza quello saremmo qui a raccontare di uno Zverev che vince o non vince. La storia, va comunque detto, si scrive con chi è presente e dunque vanno dati i meriti a lui per esserci”.
Le chiavi tattiche del match tra Zverev e Khachanov: “Il dritto ha un livello di affidabilità importante. Il suo attendismo poi è stata la chiave vincente contro Khachanov. I due tie-break sono stati molto interessanti, ma per arrivare a quei vantaggi Khachanov ha dovuto sfondare davvero tanto per prendersi il punto. Alla fine quell’altro ha il merito sempre di rosicchiare qualcosa e nei momenti di tensione lui c’è sempre; mentre il russo, con quell’apertura, in un momento di tensione non sono stupito che il suo dritto finisca fuori”.
Sulla semifinale tutta americana tra Shelton e Tiafoe: “Abbiamo assistito ad una partita di tennis notevole. Si sono studiati molto e all’inizio Tiafoe è riuscito a fare qualcosa in più. Nel primo set si è visto da entrambe le parti un controllo della palla davvero incredibile e hanno giocato a ritmi altissimi. In Shelton qualcosa, però, è davvero cambiato e si vede che ha avuto una crescita. Dalla parte del rovescio sicuramente ha fatto dei miglioramenti e ha uno slice sicuramente più competitivo, bisogna comunque martellarlo su questo colpo. Alla fine è ancora una sua debolezza, lo è meno, ma bisogna mettergli il tarlo e metterlo sotto pressione sul rovescio. Da questo punto di vista non ho capito sia Alcaraz sia Tiafoe. Anche se quest’ultimo ha giocato molto bene e non so quanti rimpianti possa avere, semplicemente l’altro è stato superiore”.
Sulla straordinaria crescita di Ben Shelton: “Shelton è sempre stato considerato un predestinato, non bisogna dimenticarlo. A gennaio nel 2023 è la prima volta che va fuori dai confini per giocare a tennis e fa quarti in Australia in uno Slam. Poi ha avuto dei passaggi a vuoto, ha imparato da zero a giocare su terra ed erba. Le sue prime due stagioni sono proprio servite come da allenamento e per imparare su queste superfici. Lui ha continuato a lavorare, a migliorare, a fare esperienza. Poi c’è la crescita nella gestione della partita”.
Un pronostico per la finale di oggi: “Non ho davvero le idee chiare sul pronostico. Il fattore pubblico può aiutare, anche se Zverev ha le spalle larghe e ne ha vissute. Penso che abbiamo tutti gli ingredienti per una finale molto bella ed equilibrata. Alla fine, se devo proprio dire, dico Shelton in cinque set, ma dopo una bella bella partita”.