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Ginnastica artistica, l’Italia accarezza la magia di bronzo ai Mondiali. I Moschettieri sognano, poi la doccia fredda. Trionfo Cina

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L’Italia ha accarezzato il sogno impensabile e inimmaginabile di salire sul podio nella gara a squadre dei Mondiali 2022 di ginnastica artistica. La Nazionale maschile stava per realizzare qualcosa di mistico, è andato a un passo dal concretizzare qualcosa che alla vigilia appariva decisamente utopico, un sogno apparentemente riservato a inguaribili romantici abituati a fantascienze irrealizzabili nel quotidiano. I Moschettieri sono stati perfetti, impeccabili, magistrali per sedici esercizi e nel momento cruciale di una calda rovente si sono trovati in lotta per il podio: purtroppo la prova al cavallo con maniglie di Nicola Bartolini non è stata impeccabile e Yumin Abbadini è caduto nel finale, così la Gran Bretagna ha operato il sorpasso risolutore all’ultima curva, facendoci sfumare il sogno di mettersi al collo una medaglia vinta soltanto in tre occasioni più di un secolo fa (tripletta di bronzo tra 1909, 1911, 1913).

L’Italia si è meritata di partecipare al ballo riservato ai migliori otto Paesi della Polvere di Magnesio, nella gara che premia la validità e la profondità del movimento ginnico di un’intera Nazione. Già questa partecipazione era storica perché non era mai arrivata nel Terzo Millenio (ovvero da quando l’atto conclusivo è stato aperto a otto compagini). I ragazzi del DT Giuseppe Cocciaro chiudono in quarta posizione con 245.995, a 1.2 punti dai padroni di casa che ha conquistato la medaglia di bronzo di fronte al proprio pubblico di Liverpool (247.229). Ci è mancato un soffio, un po’ più di fermezza nel momento topico, quella freddezza che si matura soltanto gareggiando costantemente ai massimi livelli. Dopo essere laureati vice campioni d’Europa a metà agosto, l’Italia ha definitivamente ritrovato il posto che le spetta nel panorama mondiale. C’è un po’ di amaro in bocca per non avere sfruttato completamente l’occasione, ma è anche definitivamente maturata la consapevolezza che si può sognare in grande.

Salendo sul podio iridato ci si garantiva anche con largo anticipo il pass per le Olimpiadi di Parigi 2024, l’Italia è rimandata ai Mondiali 2023 dove verranno messi in palio altri nove pass: tra dodici mesi bisognerà dare nuovamente il massimo ad Anversa e con un livello mediamente così elevato non c’è mai nulla di scontato. A trionfare è stata la Cina (257.858), che ha battuto il favorito Giappone (253.395): si tratta del tredicesimo titolo per gli asiatici, che tornano sul trono a distanza di quattro anni dall’ultimo sigillo. A fare la differenza sono state la rotazione surreale alle parallele (15.766 di Jingyuan Zou, 14.866 di Hao You, 14.366 di Boheng Zang), il superbo volteggio di Boheng Zhang (14.966) e i magici anelli di Zou (14.866) e Hou (14.633), senza sottovalutare il 14.666 alla sbarra di Wei Sun e la solidità di Jiaxing Yang. Il Giappone, argento alle Olimpiadi di Tokyo 2020 alle spalle della Russia e davanti alla Cina, paga un cavallo sottotono rispetto agli avversari diretti e l’inatteso errore alla sbarra di Daiki Hashimoto. Quinto posto per i quotatissimi USA (245.692), poi Spagna (244.027), Brasile (241.362) e Corea del Sud (232.828).

LA CRONACA DELLA GARA DELL’ITALIA

L’Italia ha incominciato la propria avventura agli anelli: tre esercizi appena sopra alla media solida dei 13 punti (Lorenzo Casali 13.300, Matteo Levantesi 13.166, Yumin Abbadini 13.033), poi al volteggio la nostra Nazionale è la terza al mondo con un magico Nicola Bartolini (14.600) e con un super Casali (14.533) supportati dal 13.800 di Levantesi. Alle parallele è Levantesi a tracciare la strada (14.266 per il finalista europeo), Bartolini (13.866) e Casali (13.933) tengono botta e ci fanno sognare.

Alla sbarra ci si può giocare lo specialista Carlo Macchini che porta a casa 14.300, Abbadini (13.633) e Levantesi (13.433) non deludono. Al corpo libero tocca al Campione del Mondo, Nicola Bartolini timbra 14.333 e sono bravi anche Abbadini (13.733) e Casali (13.700). Alla vigilia dell’ultima rotazione siamo in lotta per il podio: Macchini apre con un buon 13.300, poi Bartolini non è perfetto (12.766, 4.7 il D Score) e la caduta di Abbadini (12.300) ci frena proprio sul più bello.

Foto: Simone Ferraro/FGI

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