Editoriali

America’s Cup, Luna Rossa si sta superando. Equilibrio nonostante New Zealand sia più veloce

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Vincere ancora quattro partenze e cercare di non farsi superare da Emirates Team New Zealand. Non c’è altra strada per Luna Rossa sul sentiero verso il successo finale dell’America’s Cup. Ad Auckland continua a regnare sovrano l’equilibrio, come recita il punteggio di 3-3. Per il momento si tratta di una delle edizioni più incerte in 170 anni di storia!

La sensazione è che la flotta italiana stia letteralmente superando i propri limiti per avere la meglio della corazzata oceanica. Ormai non vi sono più dubbi: Te Rehutai è un po’ più veloce di Luna Rossa in assoluto. Se si dovessero disputare delle gare a cronometro (format che per fortuna non esiste nella vela), vincerebbero sempre i Kiwi, come ha confermato ieri Tommaso Chieffi, ex-tattico del Moro di Venezia. Ma nel match race bisogna fare i conti anche con l’avversario.

Il Team Prada Pirelli è sempre riuscito ad imporsi nelle tre circostanze in cui si è aggiudicato la partenza. Ha amministrato il vantaggio nei confronti di Peter Burling e compagni, ma non è mai veramente riuscito ad ‘uccidere’ la regata, rifilando il colpo di grazia agli inseguitori. Oggi, nel caso specifico, i neozelandesi hanno recuperato secondi in due lati di bolina ed in uno di poppa. E’ risaputo che navigare alle spalle della barca al comando non è semplice, perché si creano delle fastidiose turbolenze. Ciò nonostante Te Rehutai riesce sempre a mantenersi a distanza ravvicinata, in agguato per sfruttare una eventuale indecisione di Luna Rossa o un salto di vento.

Quando invece sono i padroni di casa a sgusciare in testa dopo la partenza, la sgradevole sensazione è che la competizione sia già finita. I campioni in carica danno vita ad una progressione inarrestabile, guadagnando lato dopo lato e rifilando distacchi abissali agli italiani, oggi addirittura 1’41”. A conti fatti, i primi tre giorni di America’s Cup hanno emesso un verdetto: se Te Rehutai vince la partenza, diventa pressoché impossibile superarla; se è Luna Rossa a prendere la testa in avvio, allora ha ottime possibilità di aggiudicarsi il punto, ma non la sicurezza assoluta. Una bella differenza…

Il Team Prada Pirelli non riesce mai davvero a fare la differenza nei confronti degli avversari, se non in fase di manovra: ciò si rivela un vantaggio non da poco, ma solo quando si è nelle condizioni di poter gestire la regata con un buon vantaggio acquisito in partenza. Inoltre il tanto invocato vento leggero non si è rivelato così decisivo, anzi. Con brezza tra 7 e 9 nodi i Kiwi sono stati più veloci in entrambe le regate odierne sia di bolina sia di poppa. Luna Rossa risponde con una angolazione migliore nei lati con vento contrario, tuttavia ciò non può bastare se ti trovi costretto ad inseguire.

In conclusione, è già un’impresa per gli uomini di Max Sirena trovarsi in questa situazione con una barca che ha oggettivamente qualcosa in meno in termini di prestazione pura rispetto ai neozelandesi. Tuttavia non è affatto scontato che siano i Kiwi a sollevare al cielo la Vecchia Brocca. A nostro avviso restano favoriti, potremmo ipotizzare una percentuale di 60-40. Ma non tutto è perduto. Sin qui i neozelandesi hanno sbagliato poco o nulla: non è escluso che possano incappare in qualche passo falso. E se Luna Rossa vincesse ancora quattro partenze…

Credit: ACE Studio Borlenghi America’s Cup Press

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HIGHLIGHTS E SINTESI GARA-5

HIGHLIGHTS E SINTESI GARA-6

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