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Tennis, i possibili Big Five del futuro. L’Italia sogna con Jannik Sinner, Tsitsipas e Thiem candidati al trono

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In tempo di emergenza sanitaria e stagione ferma, non è soltanto tempo di fare bilanci per sportivi prossimi al ritiro, ma anche di giovani di talento in rampa di lancio. Da quanti anni sentiamo parlare della categoria “Next Gen”? Sono diverse le discipline in cui la next generation è particolarmente ricercata e uno degli sport in questione è il tennis. Gli sportivi non sono eterni e provare a trovare un erede del proprio idolo è un obiettivo di molti appassionati. Ma quali sono i possibili Big Five del futuro?

Negli ultimi anni si è dato sempre più importanza ai giovani del mondo della nobile racchetta e la nascita delle Next Gen ATP Finals di Milano lo dimostra. Probabilmente, almeno il mondo dello sport, si avvicina a quello dei giovani, presente e futuro in ogni campo. D’altronde, anche in un film targato Netflix, una giovane “Next Gen” di nome Mai Su aiuta un robot a sventare una grande minaccia per l’umanità: insomma, le nuove leve sono il futuro del mondo. 

NEXT GEN FINALS: SPAZIO AI GIOVANI – La ricerca dei Big Five nasce da lontano, come la stessa Association of Tennis Professionals ha dimostrato nel lontano 2016, annunciando un torneo dei migliori 8 under-21 del circuito. Una nuova classifica, che accompagna la classifica Race to London con il nome di Race to Milan sede delle prime tre edizioni della storia delle Next Gen ATP Finals. Prima Rho e poi il PalaLido hanno ospitato una manifestazione dettata dallo spettacolo, dal nuovo che avanza. Quel talento che fa di atletismo e potenza i punti di forza, attraverso un gioco veloce, come testimoniano le regole.

Le prime tre edizioni hanno visto protagonisti dei giocatori che nel prossimo futuro sono destinati a vincere almeno uno Slam. Hyeon Chung, che ha trionfato contro Andrej Rublev,  Stefanos Tsitsipas, i cui paragoni con Roger Federer si sprecano e Jannik Sinner, l’astro nascente azzurro. Gli ultimi due hanno vinto contro Alex De Minaur: il pupillo di Lleyton Hewitt che in futuro vincerà tanto. Ma appunto: quali sono i giocatori che probabilmente occuperanno le prime 5 posizioni?

I NUOVI #1 – Qualche settimana fa abbiamo provato a creare dei paragoni tra Dominic Thiem e i Big Three come valida alternativa negli Slam. Ecco, l’austriaco probabilmente è tra i giocatori che può lottare per il trono nei prossimi anni. Il tutto ovviamente dipenderà da quanto Novak Djokovic e Rafael Nadal resisteranno ancora nei prossimi anni. L’egemonia dei big nei Major è notevole e il classe ’93 dovrà continuare a crescere per provare a sferrare un attacco deciso alla vetta. Le tre finali Slam tra Parigi e Melbourne e la posizione #3 in classifica sono un chiaro segnale che nel prossimo futuro sarà lui la valida alternativa ai big. Ma il vincitore di Indian Wells 2019 non è più definibile un vero e proprio Next Gen, categoria in cui rientra leggermente Alexander Zverev, di 4 anni più giovane di Thiem.

Il tedesco ha raggiunto 18 finali ATP, diventando anche Maestro 2018 con la conquista delle ATP Finals, e al momento è proiettato verso la conquista della posizione #1 insieme a Stefanos Tsitsipas, primo giocatore nella storia del tennis a vincere sia le Next Gen ATP Finals che le ATP Finals. I due giocatori sono i più giovani in top 10 e i recenti successi lasciano pensare che in futuro saranno i big del circuito: entrambi hanno conquistato una semifinale Slam e hanno già assaporato le prime 5 posizioni, con Zverev addirittura ai piedi del podio. 

LA TOP TEN – In top 10 al momento sono diversi i giovani che occupano posizioni di rilievo ma da qualche anno non più definibili Next Gen perché non più under-21. I protagonisti del 2019 sono stati Matteo Berrettini e Daniil Medvedev, che sino al termine della stagione hanno migliorato i propri punti deboli e conquistato risultati importanti. L’italiano è stato il terzo azzurro a conquistare le ATP Finals mentre il russo ha raggiunto la finale degli US Open al termine di una stagione dominata sul cemento americano con ben 4 finali conquistate e un successo finale. Ma quali sono i giocatori che prossimamente entreranno in top 10?

Ai margini dei primi 10 giocatori al mondo figurano Andrej Rublev e Karen Khachanov che già si sono dimostrati temibili anche con la Russia: il primo ha conquistato la finale delle Next Gen ATP Finals del 2018 contro Hyeon Chung, che al momento si è perso nel limbo degli infortuni. Rublev, di un anno più giovane rispetto a Khachanov, è 14° in classifica, una posizione in più rispetto al compagno di Nazionale. Nazionale russa che in futuro gongola con un team giovane e vincente, erede della generazione di Marat Safin. La partenza sprint del 2020 con le vittorie di Doha e Adelaide lasciava pensare ad una netta scalata in questa stagione ma purtroppo lo sport si è fermato.

I due connazionali sono molto simili, per numero di trofei (4), ma Khachanov non vince dal novembre 2018, quando ha conquistato il primo 1000 in carriera a Parigi-Bercy battendo Novak Djokovic. I migliori presupposti ci sono e per come tutti i giovani, sarà necessario non perdersi nel corso delle prossime annate. La Russia avrebbe potuto disporre di un ulteriore fenomeno in rampa di lancia: Denis Shapovalov, di origine russe ma di nazionalità canadese e che in futuro contenderà non soltanto le prime posizioni mondiali ai giovani russi. Il classe ’99 infatti, insieme al 2000 Felix Auger-Aliassime proverà l’assalto anche ad una storica Coppa Davis.

I BIG FIVE – Ma chi saranno i veri campioni del prossimo futuro? Sono tanti i nomi in rampa di lancio e il rischio di “bruciarsi” è dietro l’angolo. Basti pensare all’exploit di “Shapo” che dopo la semifinale del 2017 ci ha messo un po’ a carburare. Come Jannik Sinner, i fan e la stampa attendono all’angolo i prodigi del tennis e un minimo errore potrebbe risultare fatale. Shapovalov ha vinto il torneo di Stoccolma e raggiunto due semifinali 1000, in Canada e a Madrid e una finale a Parigi-Bercy sul finire del 2019. Auger-Aliassime invece, ad appena 19 anni, ha conquistato ben 5 finali e la 20ma posizione prima del “congelamento” della classifica: se poi sei nato l’8 agosto come un certo Roger Federer, i presupposti ci sono tutti…

Individuare i dominatori di domani non è semplice. Sicuramente Dominic Thiem, Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev sono i giocatori più avanti in termini di maturità. Ma gli altri tennisti corrono veloci, pur con qualche intoppo. È il caso di Alex De Minaur e Borna Coric. L’australiano è un vero “faticatore” come il suo mentore Lleyton Hewitt e i 3 titoli sudati ne sono la prova: il classe ’99 ha vinto a Sydney, Atlanta e Zhuhai, conquistando, tra le altre, le finali di Basilea e le due a Milano. Appena 21enne e già vincente ma ancora acerbo per gli Slam, soprattutto se paragonato alle leggende del passato. Paragoni che spesso possono destare pressione nella mente dei tennisti. Come Borna Coric, crollato al 33° posto dopo la 12ma posizione del 2018, in una stagione fatta di successi tra Halle e la Coppa Davis con la Croazia. Poi il parziale crollo, che ha fatto perdere dai radar il classe ’96.

GLI OUTSIDER – Insomma, tra i big di domani figurano i tre già presenti in top 10 e i duo rosso e canadese. Ma ovviamente non sono gli unici, perché la crescita dei giovani è imprevedibile. Ed è il caso di alcune meteore, che potrebbero figurare come outsider. Francis Tiafoe si è dimostrato troppo altalenante nelle ultime stagioni ma in futuro potrebbe essere una buona alternativa in tornei minori. Il classe ’98 ha vinto soltanto a Delray Beach ed è scivolato al momento oltre la 70ma posizione. Un po’ come Mikael Ymer, diventato eroe in patria troppo presto con la vittoria a Stoccolma in doppio con il fratello Elias.

Parzialmente più centrati Hubert Hurkacz e Corentin Moutet. Il polacco ha vinto a Winston-Salem il suo unico torneo e al momento è alla posizione #29 al mondo. In cambio il francese è tra i primi 70 al mondo e la stagione corrente sarebbe potuta essere quella giusta, considerando la finale d’inizio anno a Doha persa contro Andrey Rublev. Poi lo stop, che rimanda la maturità tennistica di qualche mese. Un po’ come per il serbo Miomir Kecmanovic. Il 20enne di Belgrado è attualmente al 47° posto della classifica mondiale ed ha conquistato solo una finale ad Antalya durante la sua giovane in carriera: tanti i giocatori che dalle retrovie proveranno a inserirsi in un vuoto di qualche anno dopo il ritiro dei big. 

GLI ITALIANI – E gli italiani? Ovviamente anche il tricolore proverà a dare continuità ad una generazione che ha permesso di rivivere lo spirito tennistico nel Bel Paese. Fabio Fognini è entrato in top 10 dopo anni di gavetta e match spettacolari, soprattutto in Coppa Davis. La generazione di intermezzo tra quella del ligure, Andreas Seppi e Simone Bolelli e quella di Sinner e Lorenzo Musetti è di Marco Cecchinato e Matteo Berrettini che hanno conquistato una semifinale Slam a testa, si spera non siano stati semplici exploit.

Il siciliano ha vissuto una comprensibile flessione dopo aver conquistato la top 20 e nel prossimo futuro si spera possa tornare in auge. Ma il classe ’92 non è più un Next Gen. Come Matteo Berrettini che non ha fatto in tempo a partecipare alle Finals di Milano. Il romano ha vinto tre finali, a Gstaad, Budapest e Stoccarda a cui si aggiunge quella persa di Monaco di Baviera. Il classe ’96 è #8 al mondo e migliorando ulteriormente, nel prossimo futuro potrà rappresentare un punto fisso in top 10. Obiettivo invece un po’ più complicato per Lorenzo Sonego, 24enne piemontese che al momento ha conquistato un solo trofeo in carriera e tre Challenger: troppo poco per ambire alla top 10. Ma il tempo è dalla sua e con i giusti miglioramenti, il torinese proverà a togliersi le giuste soddisfazioni.

Tra gli italiani invece in rampa di lancio e che si candidano come potenziali talenti del futuro ci sono Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. L’altoatesino è quello più pronto tra i due, soprattutto dopo le prime esperienze a livello ATP e la convocazione declinata in Coppa Davis. Il classe 2001 ha conquistato le Next Gen ATP Finals a novembre e disputato la prima semifinale ATP ad Anversa entrando in top 100 come azzurro più giovane di sempre a riuscirci. Tanti i record realizzati da un talento naturale che ha vinto 3 Challenger su 4 finali disputate.

Ovviamente il talento di San Candido è il più quotato ad entrare in top 10 tra qualche anno, ma c’è una squadra intera di italiani pronta a fargli compagnia. Si parte con Lorenzo Musetti, vincitore degli Australian Open junior e finalista US Open, oltre che ex #1 ITF Junior, che l’hanno portato ad entrare nel mondo dell’ATP conquistando la posizione #286 prima dello stop. Gian Marco Moroni e Giulio Zeppieri tra i circuiti Futures e Challenger hanno fatto le ossa, con “Jimbo” che ha già preso parte alle qualificazioni agli US Open ed Australian Open. E poi Enrico Della Valle, Jacopo Berrettini e tanti altri che proveranno, nel corso dei prossimi anni, a sfondare il muro dei 100 e perché no, cominciare a sognare!

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Foto: Valerio Origo

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