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Judo, Mondiali 2018: le speranze di medaglia dell’Italia. Odette Giuffrida e Fabio Basile le punte per interrompere un lungo digiuno. Ma non le uniche…

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Due punte, tre outsider e quattro potenziali sorprese per l’Italia che si appresta a volare in direzione Baku, in Azerbaijan, dove tra giovedì 20 e giovedì 27 settembre si disputeranno i Mondiali 2018 di judo. Il team azzurro si affida a nove elementi di grande spessore tecnico per provare a conquistare le medaglie iridate e incamerare un buon bottino di punti per il ranking olimpico in chiave Tokyo 2020.

Le eccellenti prestazioni dell’ultimo lustro hanno testimoniato l’ottimo stato di salute di un movimento che ha prodotto svariati ricambi nel corso degli anni ed è dotato di numerosi elementi giovani e talentuosi, con un palmarès già tutt’altro che trascurabile. Ma servirà recuperare al meglio i due perni principali per acquisire nuovamente un ruolo di primo piano nel panorama internazionale dopo lo straordinario exploit delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

Fabio Basile, in particolare, sarà la punta di diamante della spedizione e gareggerà nella categoria -73 kg, in cui ha ottenuto finora un terzo posto nel Grand Prix di Ekaterininburg. L’oro olimpico nei -66 kg ad oggi è un lontano ricordo, ma il talento, la sfrontatezza e il carisma non mancano affatto ad un atleta pronto ancora a stupire il mondo prima di tornare di corsa in Italia per partecipare al Grande Fratello Vip, magari con una medaglia nella valigia.

Odette Giuffrida, invece, è reduce da una serie incredibile di problemi fisici che la hanno martoriata nei mesi successivi allo straordinario argento di Rio 2016. Ma ormai la campionessa azzurra si è rimessa in carreggiata e ambisce a salire ancora sul podio a Baku per confermarsi ai vertici mondiali della categoria -52 kg. Non ci sarà, invece, Matteo Marconcini, che un anno fa aveva conquistato l’argento iridato a Budapest, interrompendo un digiuno che durava da 8 anni.

Ma l’ultimo oro risale al 1991, quando Emanuela Pierantozzi trionfò nei -66 kg a Barcellona, bissando la vittoria di Belgrado 1989. Ventisette anni dopo, Basile e Giuffrida proveranno a rinverdire quei fasti. Ma altri tre alfieri italiani possono davvero ambire ad un grande risultato.

Matteo Medves, ad esempio, è reduce da un fantastico argento nella categoria -66 kg agli Europei 2018 ed è consapevole di disporre di mezzi tecnici importanti, oltre che di doti morali e atletiche superiori alla media. Da lui è lecito attendersi un grande piazzamento, come da parte di Antonio Esposito, che pochi mesi fa ha indossato il bronzo sul podio degli Europei 2018 nella categoria -81 kg e intende seguire il solco tracciato da Marconcini, assente per infortunio.

Anche Edwige Gwend appare intenzionata a dare il massimo nella categoria -63 kg e a vendicare qualche passo falso nelle grandi competizioni, consapevole di essere al top della disciplina ormai da 8 anni, quando agli Europei 2010 sorprese il mondo intero con due medaglie. E poi ci sono Nicholas Mungai (-90 kg) e Carola Paissoni (-70 kg), pronti a sorprendere il mondo intero e a consacrarsi nell’appuntamento più importante a Baku, cullando anche l’ambizione di ottenere un buon bottino di punti per il pass olimpico.

Francesca Milani (-50 kg) e Andrea Carlino (-60 kg) potranno infine fare esperienza su un grande palcoscenico, puntando a passare più di un turno e ad affacciarsi tra i grandi per confermare le ottime referenze nei loro confronti e dare impulso alla loro costante crescita sul piano tecnico e morale.





mauro.deriso@oasport.it

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Foto: IJF

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