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Nuoto: Federica Pellegrini e la suggestione Tokyo 2020. Staffettista come Magnini?

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Chissà se nel 2020 Federica Pellegrini e Filippo Magnini staranno ancora insieme. Glielo auguriamo, ovviamente, e la coppia più chiacchierata del nuoto italiano è un ottimo termine di paragone per affrontare il delicato (e lontano, al momento) argomento Tokyo, la possibile quinta Olimpiade della Divina veneta che, a dirla tutta, deve ancora affrontare la quarta.

Ma a Rio 2016 ci sarà, è fuori di dubbio, e avrà grandi ambizioni di medaglia dopo l’argento nei 200 stile libero conquistato ai Mondiali di Kazan e bissato da quello – storico – ottenuto con la staffetta 4×200 già sul tetto d’Europa a Berlino 2014. In Brasile Federica Pellegrini affronterà l’ingorda Katie Ledecky, l’ex iridata Missy Franklin che quest’anno, passata professionista, non è mai riuscita a lasciare il segno come due stagioni fa e, soprattutto, la svedese Sarah Sjoestroem, che dopo tante scelte discutibili ha finalmente deciso di infiammare il parterre ufficializzando con netto anticipo la sua presenza nei 200 sl ai Giochi. Arriverà il sub 1’54”? E come risponderà l’azzurra? 

Ma Federica Pellegrini, oltre che una grandissima sportiva, è anche un personaggio mediatico con i fiocchi. Ha sempre fatto parlare di sé, anche nell’anno semi-sabbatico 2013 culminato con l’iscrizione a sorpresa nei 200 sl mondiali in cui vinse poi l’argento. Solo dorso e staffette, si diceva, e invece ecco la zampata letale quando nessuno se lo attendeva. Ora, con Rio 2016 sullo sfondo e 27 anni da poco compiuti, tutto sembrava pronto per un ritiro Cagnotto-style, medaglie (e quante!) in bacheca e famiglia in costruzione. Invece no. Settimana scorsa, intervistata da La Gazzetta dello Sport, la suggestione:Il Giappone mi piace, nuotare è la mia passione. Perché non continuare? Ma non ho ancora deciso“.

E non lo farà a breve, Federica Pellegrini, che però ha voglia di affrontare altri quattro anni di sfide. Magari non quattro anni di spinta al massimo, perché l’età conta per tutti, ma di certo quattro anni caratterizzati da quella fame agonistica che la veneta ha sempre avuto e grazie alla quale, non a caso, sale sul podio della stessa gara mondiale da Montreal 2005. Ma quale sarà il futuro della Divina? Difficilmente ancora nei 200 stile libero individuali, praticamente impossibile un ritorno di fiamma con i 400 (dominati da Katie Ledecky) e ancora meno azzardabile l’accorciamento ai 100 delle sorelle Campbell. Si profila dunque una Federica Pellegrini formato staffettista, un po’ come Filippo Magnini ha deciso di fare nelle ultime stagioni. La grinta, il talento e l’esperienza di Re Magno sono stati fondamentali per il quartetto azzurro della 4×100 sl bronzo mondiale: lo sarà anche il carisma della fuoriclasse di Mirano?

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Fina/DeepBlueMedia

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