Formula 1

Wolff ammette l’errore della Mercedes in Brasile e aggiunge: “Non abbiamo la sfera di cristallo”

Giandomenico Tiseo

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Toto Wolff / LaPresse

La Mercedes si interroga sull’occasione persa a Interlagos, dove una decisione presa dal muretto nel momento più delicato delle qualifiche ha rischiato di costare a George Russell una pole position che, alla luce di quanto accaduto, sembrava alla sua portata.

Il pilota britannico, protagonista di una prestazione di alto livello sul bagnato, ha dovuto interrompere il proprio tentativo nel finale della Q3, proprio mentre la pioggia tornava a intensificarsi. Una scelta che ha alimentato la tensione via radio e che Toto Wolff, al termine della sessione, ha analizzato senza nascondere i dubbi sulla valutazione effettuata dai suoi uomini.

L’episodio si è consumato quando Russell stava completando il proprio giro veloce, con Alex Albon davanti a lui e le condizioni della pista in rapido peggioramento. Il muretto Mercedes gli ha chiesto di rallentare e rinunciare al tentativo, nella speranza di trovare una finestra più favorevole per un nuovo assalto al vertice. Il tempo, però, non ha giocato a favore della squadra di Brackley: il nubifragio ha costretto la direzione gara a esporre la bandiera rossa, impedendo a Russell e agli altri piloti di migliorare i propri riferimenti.

La reazione del britannico è stata immediata e tutt’altro che diplomatica. “Mi hai detto di rallentare, che diavolo?!“, ha protestato via radio, manifestando tutta la propria frustrazione per un’opportunità che riteneva potenzialmente decisiva. A intervenire è stato lo stesso Wolff, che ha cercato di interrompere il confronto invitando il proprio pilota a concentrarsi sulla guida. Un richiamo netto, utile a evitare che la polemica proseguisse mentre la sessione era ancora in corso.

Una volta spenti i motori, il Team Principal austriaco ha però riconosciuto la complessità della situazione e l’incertezza che aveva accompagnato la scelta. “Avere una sfera di cristallo per sapere in anticipo se fosse meglio finire il giro o rallentare e prendere spazio, ci avrebbe parecchio aiutato“, ha spiegato Wolff ai microfoni di Sky Sport. “In realtà era una decisione difficile, era una chiamata da 50 e 50 perché George stava ormai per raggiungere Albon“.

Nel momento in cui gli è stato chiesto di abortire il giro, il britannico risultava infatti più veloce di appena 18 millesimi rispetto al tempo che avrebbe poi consegnato la pole al pilota McLaren. Un dato che lascia aperta la possibilità di un risultato ancora migliore, senza però offrire certezze su come sarebbe terminato il tentativo.

“In quel momento era comunque 18 millesimi più veloce del tempo di Norris e non so se fosse abbastanza per prendere la pole position“, ha ammesso Wolff, sottolineando quanto fosse difficile prevedere l’esito della manovra.

Il giudizio del manager austriaco sulla prestazione di Russell è stato comunque estremamente positivo: “In ogni caso George Russell ha guidato in maniera perfetta per tutta la sessione e credo che avrebbe meritato la prima posizione. L’avrebbe meritato perché, per il modo in cui ha guidato, è stato di una categoria a parte rispetto a tutti gli altri“.

Il secondo posto conquistato in qualifica non si tradurrà, peraltro, in una partenza dalla prima fila. La penalità di cinque posizioni legata alla sostituzione di componenti della power unit farà scivolare Russell fino alla settima casella della griglia.

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